«Nessun Paese usa aerei-scuola per compiti di polizia dei cieli»

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L’intervista a Thomas Süssli, capo dell’esercito elvetico, sull’acquisto di nuovi aerei da combattimento in votazione il prossimo 27 settembre

«Nessun Paese usa aerei-scuola per compiti di polizia dei cieli»
Thomas Suessli. (KEYSTONE/Peter Klaunzer)

«Nessun Paese usa aerei-scuola per compiti di polizia dei cieli»

Thomas Suessli. (KEYSTONE/Peter Klaunzer)

Le minacce, i compiti della nuova flotta di aerei da combattimento, l’alternativa proposta dai contrari ai jet. Ne parliamo con il capo dell’esercito Thomas Süssli, in vista della votazione popolare.

Signor Süssli, quali sono le minacce verosimili cui deve rispondere oggi e nei prossimi anni l’arma aerea svizzera?

«Per l’esercito ciò che conta non è tanto la verosimiglianza di una minaccia, bensí i potenziali militari effettivi in campo attorno a noi. La situazione della sicurezza a livello globale è peggiorata sensibilmente negli ultimi anni ed è in atto un’accelerazione del riarmo: nei Paesi vicini e alle frontiere dell’Europa. Tutti i Paesi stanno rinnovando e rendendo tecnologicamente più performante anche la propria flotta aerea».

Come descriverebbe la fase che stiamo vivendo, rispetto a...

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