Netflix e gli altri devono pagare di più

Svizzera

Nell’ambito della revisione della legge sul cinema il Consiglio degli Stati vuole che le piattaforme di streaming investano il 4% del loro reddito lordo nella produzione di film svizzeri

Netflix e gli altri devono pagare di più
© Keystone/Jean-Christophe Bott

Netflix e gli altri devono pagare di più

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Nell’ambito della revisione della legge sul cinema, il Consiglio degli Stati vuole che le piattaforme di streaming, come Netflix o Disney, investano il 4% del loro reddito lordo nella produzione di film svizzeri. Temendo ripercussioni sui prezzi per i consumatori, il Nazionale aveva abbassato tale tasso all’1%.

Di fronte all’esplosione di questi servizi online, il governo ha confezionato un progetto con l’intenzione di proteggere il settore. L’esecutivo aveva fissato - prima del ribasso deciso dalla Camera del popolo - proprio al 4% la quota di reddito da destinare al cinema elvetico: l’alternativa è pagare una tassa sostitutiva.

Durante la seduta odierna, le discussioni si sono trascinate a lungo su questo punto. Sul tavolo vi era anche un’altra proposta, ovvero quella di stabilire la percentuale al 2%. Alla fine si è però tornati al 4% di partenza, che, stando a Ruedi Noser (PLR/ZH), permetterà ad altri attori di emergere in un mercato, quello della produzione di film elvetici, dominato dalla SSR e indirettamente dall’Ufficio federale della cultura.

Presente in aula, il consigliere federale Alain Berset ha parlato anche di uguaglianza, dato che i canali televisivi nazionali e regionali devono già investire il 4% del loro reddito. La stessa regola va applicata a chiunque operi sul mercato svizzero, comprese le piattaforme e le finestre pubblicitarie, ha sottolineato il ministro friburghese.

Anche il dibattito sulla già citata tassa sostitutiva ha tenuto impegnati non poco i «senatori», con la commissione preparatoria che voleva rinunciarvi, suggerendo invece l’introduzione di un obbligo di pagamento ulteriore. Al fotofinish però (23 voti a 22) è passata una proposta del centro-sinistra per mantenerla.

«La tassa sostitutiva ha dimostrato di essere vantaggiosa. I suoi effetti sono abbastanza dissuasivi da spingere a scegliere la strada degli investimenti», ha dichiarato Elisabeth Baume-Schneider (PS/JU).

Gli Stati hanno poi bocciato la proposta del Nazionale di estendere l’esenzione dall’obbligo di investire nel cinema svizzero anche alle emittenti televisive regionali titolari o meno di una concessione. Per quanto riguarda le spese computabili, i «senatori» si sono dimostrati più generosi: la promozione di film svizzeri fino a un importo massimo di 500’000 franchi all’anno potrà essere presa in conto.

Nella votazione d’insieme, il progetto è stato accettato per 35 voti a 9. Viste le divergenze presenti, il dossier farà ora ritorno sui banchi del Consiglio nazionale.

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