Netto calo della disoccupazione, anche in Ticino

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Il numero dei disoccupati in Svizzera è calato di 9985 unità

Netto calo della disoccupazione, anche in Ticino
© CdT/Putzu

Netto calo della disoccupazione, anche in Ticino

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La disoccupazione in Svizzera è diminuita in marzo ma rimane elevata in confronto all’anno scorso: rispetto a febbraio il numero dei senza lavoro è calato di 9985 unità, con un tasso che si è attestato al 3,4%, in regressione di 0,2 punti.

Su base annua l’incremento è stato di 0,5 punti, indicano i dati pubblicati oggi dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO).

Alla fine di marzo erano 157’968 le persone iscritte presso gli uffici regionali di collocamento (URC). Sull’arco dei dodici mesi si registra una crescita netta pari a 22’344 unità: concretamente in fila davanti agli sportelli vi erano il 16,5% di persone in più.

In Ticino nel terzo mese dell’anno il tasso si è attestato al 3,5% (-0,5 punti rispetto a febbraio e -0,1 punti in confronto a marzo 2020), nei Grigioni all’1,8% (-0,2 e -0,2 punti).

I cantoni romandi rimangono i più colpiti dalla disoccupazione: in particolare Ginevra e Giura dove il tasso è rispettivamente del 5,5% e del 5,4%. Seguono Neuchâtel (4,7%) e Vaud (4,6%). Nella Svizzera tedesca a registrare i valori più elevati sono Basilea Città (4,3%) Argovia (3,9%) e Sciaffusa (3,8%). Con un tasso dello 0,9%, Appenzello interno è invece il cantone con meno disoccupati, mentre perfettamente in linea con la media nazionale risulta Zurigo (3,4%).

Secondo i dati pubblicati dalla SECO in Svizzera il numero di giovani (15-24 anni) disoccupati è diminuito di 1’767 unità rispetto a febbraio a un totale di 15’561, ossia 1’005 persone in più (+6,9%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il tasso per questa fascia di età si è attestato al 3% in calo di 0,3 punti su base mensile e in crescita di 0,2 punti nell’arco di un anno. Per quanto riguarda gli ultra 50enni, il tasso di disoccupati è del 3,4% (-0,1 punti su un mese e +0,7 punti su un anno).

In marzo complessivamente le persone in cerca d’impiego registrate erano 253’939, ossia 5’796 in meno rispetto al mese precedente e 40’042 (+18,7%) in più rispetto al marzo 2020.

Nel mese in rassegna inoltre il numero dei posti vacanti annunciati all’URC è aumentato di 6’504 raggiungendo le 45’182 unità di cui 32’009 sottostavano all’obbligo di annuncio.

Infine la SECO fornisce i dati sul lavoro ridotto del gennaio 2021 secondo i quali risulta che le persone colpite dal lavoro ridotto nel primo mese di quest’anno sono state 399’667, ovvero 105’989 in più (+36,1%) rispetto a dicembre 2020. A ricorrervi sono state 12’793 aziende (+36,9%) per un totale di 47’460. Il numero delle ore di lavoro perse è aumentato di 10’337’831 unità (+55,5%), a 28’948’168 ore. Nel corrispondente periodo dell’anno precedente (gennaio 2020) erano state registrate 189’157 ore perse, ripartite su 3’717 persone in 178 aziende.

Dinamismo del mercato del lavoro

Il mercato del lavoro elvetico sta attualmente vivendo «un elevato dinamismo», ha detto Boris Zürcher, direttore della divisione lavoro presso la SECO in una conferenza telefonica. Questo significa che molte persone sono disoccupate, ma molte altre ritrovano un lavoro. «Ci sono posti liberi», ha aggiunto. La disoccupazione è scesa soprattutto nell’edilizia, in particolare a Zurigo e nel Vallese.

Il calo del tasso a marzo è stato rassicurante, ha detto, in linea con il solito modello stagionale. Una flessione tra lo 0,1 e lo 0,3% è tipico per il terzo mese dell’anno, ha detto Zürcher. Il fatto che questo modello non sia stato compromesso dalla crisi attuale è dovuto alla compensazione del lavoro ridotto.

Per i prossimi mesi la SECO si attende inoltre un’ulteriore ripresa. «Non appena ci saranno altre aperture, ci aspettiamo una forte ripresa del mercato del lavoro», ha detto Zürcher. Il settore più colpito, l’industria alberghiera, per esempio, è molto flessibile. Le persone verrebbero riassunte rapidamente, forse all’inizio su base temporanea, ma poi anche con un impiego permanente. «Sono molto ottimista per il mercato del lavoro», ha detto.

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