«No» della Confederazione a nuovi allentamenti

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Il Consiglio federale ha preferito non inviare ai Cantoni nuove proposte per la prossima fase di riaperture, ad annunciarlo ieri è stato Alain Berset su Twitter - Il presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità: «Condividiamo la decisione, la situazione attuale è incerta»

«No» della Confederazione a nuovi allentamenti
© Keystone/Alessandro della Valle

«No» della Confederazione a nuovi allentamenti

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(Aggiornato alle 09.20) Nessun nuovo allentamento in vista in Svizzera, con il Consiglio federale che ha preferito ieri non inviare ai Cantoni nuove proposte di riapertura. Dopo un colloquio con il presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CD) Lukas Engelberger, il consigliere federale Alain Berset ha affermato su Twitter che la «situazione è buona, ma la dinamica è negativa e v’è incertezza legata ai rientri dalle vacanze». Per il momento, dunque, «non è prevista alcuna consultazione sulle misure». Il Consiglio federale rivaluterà la situazione l’11 agosto.

Nel frattempo, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha fatto diverse proposte ai Cantoni. Secondo la lettera pubblicata sul sito dell’UFSP, la Confederazione vuole che nelle prossime settimane i Cantoni prendano misure di loro competenza per proteggere soprattutto i bambini, i giovani e le persone particolarmente a rischio.

Test «urgentemente» raccomandati

La Confederazione ha raccomandato «urgentemente» ai Cantoni di rendere obbligatori i test ripetitivi per gli operatori sanitari non vaccinati e non guariti negli ospedali, nelle case di cura, nelle strutture di assistenza e nelle organizzazioni Spitex. Le persone asintomatiche contribuirebbero significativamente alla trasmissione del virus, ha scritto l’UFSP. I test sono quindi necessari come supplemento ai concetti di vaccinazione e protezione.

Inoltre, il governo federale ha suggerito che le visite a ospedali, case di cura e strutture di assistenza dovrebbero in futuro essere possibili solo con un certificato COVID o con un test rapido antigenico effettuato sul posto.

Come ulteriori misure, l’UFSP ha chiesto ai Cantoni di intensificare i controlli per garantire il rispetto dell’obbligo del certificato e, in vista dell’inizio della scuola dopo le vacanze estive, di estendere i test ripetitivi nelle scuole.

Situazione generale «buona»

Nonostante il recente aumento del numero di casi, il Governo federale non vuole inasprire le misure generali. Allo stesso tempo, però, nessun rilassamento è indicato per il momento. Questo era già stato indicato dagli esperti federali la settimana scorsa. La situazione generale continua ad essere buona, ha scritto l’UFSP. Ad eccezione del tasso di riproduzione, i valori attuali sono «molto lontani» dai criteri di inasprimento fissati dal Consiglio federale. Inoltre, l’aumento del numero di casi è rallentato di nuovo negli ultimi giorni.

La risposta dei Cantoni

I Cantoni, dal canto loro, «capiscono la decisione del Consiglio federale di non allentare per il momento le misure per contrastare il coronavirus», ha affermato oggi alla radio svizzero tedesca SRF Lukas Engelberger.

«Condivido la valutazione secondo cui la situazione attuale è incerta e quindi trovo che la decisione di astenersi da un ulteriore allentamento per il momento sia quella giusta», ha dichiarato Engelberger intervenendo alla trasmissione «Heute Morgen».

E riguardo alla proposta della Confederazione di sottoporre gli operatori sanitari non vaccinati a un test obbligatorio, Engelberger ha reagito all’idea con prudenza: è del parere «che non dobbiamo aumentare la pressione sui singoli dipendenti ora, ma che dobbiamo insistere nel ricordare loro l’offerta di vaccinazione, per tutti coloro che nel settore sanitario non sono vaccinati».

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