Nucleare dove e finché si può? Sì, ma spingendo le alternative

Energia

Il rapido avvicinamento al 2050, la mancanza di un accordo sull’elettricità con Bruxelles e la crisi delle materie prime mantengono di centrale attualità il tema dell’approvvigionamento - Una possibile toppa è il prolungamento della vita degli impianti

Nucleare dove e finché si può? Sì, ma spingendo le alternative
© Keystone/Peter Klaunzer

Nucleare dove e finché si può? Sì, ma spingendo le alternative

© Keystone/Peter Klaunzer

Partiamo da un dato. Il 32,9% dell’energia elettrica prodotta - parliamo di energia prodotta, non di energia consumata - in Svizzera nel 2020 ha origine nucleare. E aggiungiamo ora un secondo fondamentale assunto. I reattori ancora in attività - vista la chiusura nel 2019 della centrale di Mühleberg - sono quattro, due a Beznau, i più datati, uno a Gösgen e il più recente a Leibstadt. Quattro.

E ora? Be’, si guarda già al 2050. La strategia energetica è tracciata - il 21 maggio 2017 era stato l’elettorato svizzero ad approvare la nuova legge sull’energia -, e non prevede sul lungo termine per il nucleare un ruolo centrale. Detto più chiaramente, le centrali nucleari svizzere - era stato deciso allora - potranno rimanere in esercizio fintanto che soddisferanno le norme di sicurezza. La legge...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1