«Ogni cantone ha la sua soluzione, ci si doveva coordinare meglio»

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Il presidente dell’Associazione svizzera dei direttori delle scuole dei cantoni germanofoni, Thomas Minder, critica la mancanza di uniformità nelle disposizioni adottate per la ripresa delle lezioni

«Ogni cantone ha la sua soluzione, ci si doveva coordinare meglio»
© CdT/Gabriele Putzu

«Ogni cantone ha la sua soluzione, ci si doveva coordinare meglio»

© CdT/Gabriele Putzu

Nella Svizzera tedesca bambini e ragazzi hanno iniziato oggi il nuovo anno scolastico, ma con disposizioni diverse per quanto riguarda la protezione contro la diffusione del coronavirus. Il presidente dell’Associazione svizzera dei direttori delle scuole dei cantoni germanofoni (VSLCH), Thomas Minder, critica la mancanza di coordinamento a questo livello.

Come si temeva prima delle vacanze estive, la situazione per quanto riguarda le misure di protezione assomiglia a un grande tappeto patchwork, ha detto Minder alla radio della svizzera tedesca SRF. «Ogni cantone ha la sua soluzione, che può anche variare da scuola a scuola». «Sarebbe auspicabile una maggiore uniformità di fronte alla crisi, perché il coronavirus è lo stesso in tutti i cantoni».

Le disposizioni legate all’obbligo di quarantena per chi rientra dai paesi a rischio rappresentano una sfida particolare per le scuole. Gli istituti non possono indagare e non giocano «alla polizia Covid», ha affermato Minder. «Però è pratica comune che gli insegnanti chiedano ai bambini dove sono stati in vacanza. Se un ragazzo risponde che fino a cinque giorni fa si trovava in Serbia o in un altro paese sulla lista, potremmo rimandarli a casa».

Minder afferma di capire gli argomenti della consigliera di stato zurighese Silvia Steiner, presidente della Conferenza dei direttori cantonali della pubblica istruzione, che in dichiarazioni alla «SonntagsZeitung» ha definito inammissibile questa pratica.

A suo avviso però Steiner non tiene conto delle sfumature: «Perché non procedo sistematicamente e non chiedo chi era in quale Paese fino a quando e quando è tornato. Sarebbe un lavoro investigativo e non è certo di nostra competenza. Ma noi mostriamo interesse, come facciamo ogni anno, per sapere come i ragazzi hanno trascorso le ferie. Questo è sempre stato ammissibile e lo è ancora. Se necessario, manderemo un bambino a casa. Ma non senza consultare i genitori», ha aggiunto Minder.

La VSLCH è l’organizzazione mantello dei direttori scolastici svizzerotedeschi con 20 associazioni cantonali e circa 2000 membri, fondata nel 1994.

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