Oltre 2.200 decessi prematuri all’anno per l’inquinamento

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La Confederazione ha dato il via a uno studio pilota per valutare l’implementazione di un programma nazionale di biomonitoraggio

Oltre 2.200 decessi prematuri all’anno per l’inquinamento
©CdT/Archivio

Oltre 2.200 decessi prematuri all’anno per l’inquinamento

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Ogni anno si registrano in media in Svizzera da 2200 a 2800 decessi prematuri causati dall’inquinamento atmosferico. Per comprendere meglio l’interazione tra sostanze pericolose tout court e salute, la Confederazione ha avviato uno studio pilota per valutare la fattibilità di un programma nazionale di biomonitoraggio.

Questo studio, precisa una nota odierna dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), potrebbe fornire informazioni più precise sull’esposizione della popolazione svizzera alle sostanze potenzialmente dannose.

In diversi settori, precisa la nota, fanno difetto conoscenze scientifiche sulle interazioni tra ambiente e salute umana. Spesso mancano anche i dati sull’esposizione agli inquinanti. In particolare, il grado di esposizione della popolazione ai prodotti chimici e l’effetto sulla salute di un «cocktail» di queste sostanze sono difficili da valutare.

Tale lacuna va colmata dal momento che, secondo l’UFSP, l’inquinamento ambientale fa ammalare le persone. Studi epidemiologici dimostrano che gli inquinanti atmosferici causano malattie polmonari e favoriscono lo sviluppo del cancro ai polmoni e delle malattie cardiovascolari. Solo in Svizzera, questo inquinamento è responsabile ogni anno di 2200-2800 decessi prematuri. Un’esposizione eccessiva al rumore disturba il sonno e aumenta a lungo termine il rischio di malattie cardiovascolari, diabete o sovrappeso.

Le autorità non sono rimaste in panciolle finora di fronte a simili pericoli: una legislazione severa in materia di prodotti chimici ha consentito di ridurre le concentrazioni di inquinanti organici e di metalli pesanti tossici come il mercurio. Nonostante i progressi, la situazione è lungi dall’essere ideale; le concentrazioni di polveri fini e di ozono sono regolarmente troppo elevate, mentre la pressione sulle acque, e quindi sulla qualità delle risorse di acqua potabile, è in aumento. Insomma, uno studio puntuale è più che necessario.

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