Ora è la Romandia a chiedere un aiuto

Coronavirus

Il Canton Giura ha dichiarato lo «stato di necessità» e chiuso bar e ristoranti - A Neuchâtel sono vietati gli assembramenti con più di cinque persone, anche per gli eventi privati - Il Vallese, che in un giorno ha registrato 761 nuovi contagi, ha chiesto l’intervento dell’esercito

Ora è la Romandia a chiedere un aiuto

Ora è la Romandia a chiedere un aiuto

Visto il continuo aumento dei contagi da coronavirus, a soli due giorni dalle misure volute e introdotte sul piano nazionale dal Consiglio federale, diversi cantoni hanno optato per un’ulteriore giro di vite. Su questo fronte, in prima linea c’è il Giura, che proprio ieri ha decretato lo «stato di necessità» e ha deciso, a partire da lunedì, la chiusura di bar e ristoranti, ma pure di cinema, teatri, casinò, strutture destinate al divertimento o alle attività sportive e locali erotici, solo per citarne alcuni. In tutto il cantone, inoltre, saranno vietati anche gli assembramenti di oltre 5 persone, pure in famiglia o per eventi privati. Le autorità cantonali giurassiane (come fatto dal Ticino durante la prima fase) hanno inoltre richiesto l’aiuto dell’esercito per sostenere il sistema ospedaliero, la cui situazione viene definita «estremamente preoccupante».

Le autorità hanno inoltre introdotto l’obbligo di portare la mascherina anche alle Medie

Sul fronte della scuola, le autorità hanno inoltre introdotto l’obbligo di portare la mascherina anche alle Medie. Il Governo, nell’annunciare le nuove misure, ha anche lanciato un «appello solenne» alla popolazione, affinché rispetti severamente le regole e per l’occasione è stata lanciata anche un’apposita campagna di comunicazione. Queste decisioni, che rimarranno in vigore almeno fino al 15 novembre, sono state prese poiché il sistema ospedaliero cantonale si trova già ai limiti delle proprie capacità e l’aumento dei casi non sembra rallentare.

Anche il canton Neuchâtel ha deciso di inasprire ulteriormente i provvedimenti per frenare il crescente numero di contagi. Come deciso dal Giura, anche a Neuchâtel da lunedì sarà vietato riunire più di cinque persone, anche in ambienti privati. Questa restrizione non si applicherà, però, ai bambini di età inferiore ai 12 anni. Anche le autorità cantonali neocastellane hanno inoltre reso obbligatorio l’uso delle mascherine per gli alunni delle scuole medie. Il Consiglio di Stato chiederà inoltre al Gran Consiglio - che si riunirà martedì e mercoledì - di dichiarare ancora una volta la situazione straordinaria a livello cantonale.

761 casi in un giorno
Restando sempre in Romandia, il cantone più colpito da diverse settimane è il Vallese, dove ieri si sono registrati 761 nuovi contagi. E visti questi numeri, anche il Vallese ha chiesto l’intervento dell’esercito per sostenere le strutture sanitarie e ha incaricato il Dipartimento della sanità di requisire gli stabilimenti sanitari e il personale necessario per far fronte alla seconda ondata. Le autorità vallesane hanno inoltre scritto al Consiglio federale per chiedere un intervento urgante per evitare il crollo dell’economia cantonale.

Berset: Sono benvenute tutte le decisioni adottate dai singoli cantoni

Proprio riguardo alla situazione nei cantoni, il «ministro» della salute Alain Berset ieri ha sottolineato il fatto che la pandemia sta colpendo in maniera diversa le regioni del Paese, e «per questo motivo è importante agire in maniera differenziata». Le differenze sono notevoli, ha rilevato il consigliere federale spiegando che il Vallese ha un’incidenza di nuovi casi più di 5 volte superiore a quella di Soletta, e per questo motivo «sono benvenute tutte le decisioni adottate dai singoli cantoni».

Intanto, secondo l’ultimo monitoraggio sul coronavirus della SSR, le misure anti-COVID decise mercoledì dal Consiglio federale hanno il sostegno della maggioranza della popolazione, mentre l’idea di un nuovo «mini-lockdown» rimane controversa e la fiducia nel Governo è in calo.

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