Parlamento: no al divieto di immatricolazione per le auto a benzina dal 2023

Trasporti

Secondo la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale, la misura costituirebbe un’ingerenza eccessiva nelle libertà economiche della popolazione

Parlamento: no al divieto di immatricolazione per le auto a benzina dal 2023
© CdT/Chiara Zocchetti

Parlamento: no al divieto di immatricolazione per le auto a benzina dal 2023

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Il divieto di immatricolare veicoli a benzina o diesel a partire dal 2023 costituirebbe un’ingerenza eccessiva nelle libertà economiche della popolazione. È quanto pensa la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale (CTT-N) che, per 14 voti a 9 (e un’astensione), ha respinto un’iniziativa parlamentare dei Verdi.

Gli ecologisti vorrebbero far sì che dal 2023 vengano immatricolate soltanto automobili e veicoli utilitari leggeri a propulsione elettrica, a idrogeno o a gas, purché non basate su carburanti fossili.

Pur essendo in linea di principio favorevole a una resa più ecologica del trasporto privato, la CTT-N crede che l’introduzione da parte della Confederazione di una prescrizione legale come quella perorata nel testo dell’iniziativa costituisca un’ingerenza eccessiva nelle libertà economiche della popolazione, spiega una nota odierna dei servizi parlamentari.

Per una minoranza, invece, è necessario intervenire con urgenza: reputa infatti che per poter rispettare le disposizioni dell’Accordo di Parigi sul clima, le emissioni di gas serra del trasporto privato motorizzato devono essere ridotte al più presto.

Per i Verdi, il trasporto privato motorizzato deve dare un contributo adeguato alla protezione del clima, dal momento che la riduzione delle emissioni nel settore delle costruzioni ottenuta con i risanamenti degli edifici è molto più lenta. Ecco perché il parco veicoli deve essere reso ecologico nel più breve tempo possibile.

Dal 2023, oltre ai motori elettrici potrebbero continuare a essere immatricolati anche i motori a idrogeno, i motori alimentati a gas non fossile o altre forme di propulsione alternative, ancora sconosciute, purché non basate su carburanti fossili.

Nel motivare la loro iniziativa, gli ecologisti rammentano che altri Paesi stanno già discutendo obiettivi ambiziosi per la conversione in veicoli a zero emissioni. In Norvegia, per esempio, il progetto relativo al piano dei trasporti del governo prevede che dal 2025 si possano vendere soltanto veicoli a zero emissioni.

La Francia ha promulgato nel dicembre 2019 una legge che vieta la vendita di automobili e veicoli utilitari leggeri alimentati a carburante fossile a partire dal 2040. Nel novembre 2020, il primo ministro britannico Boris Johnson ha inoltre annunciato che nel Regno Unito la vendita di automobili a carburante fossile sarà vietata a partire dal 2030, anziché dal 2035 come inizialmente previsto.

Secondo i Verdi, rendere ecologici i sistemi di propulsione del parco veicoli svizzero richiederà molto tempo, anche se sarà introdotto il divieto di immatricolazione proposto, perché le automobili con motore fossile già immatricolate potranno continuare a circolare. In Svizzera, la durata di utilizzo delle automobili nuove è compresa tra gli 8 e i 9 anni; inoltre si deve considerare che questi veicoli continueranno poi a essere utilizzati anche all’estero.

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