Parmelin a favore di privilegi per le persone vaccinate

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Nel settore dei trasporti pubblici, chi non si è sottoposto all’iniezione immunizzante dovrebbe essere obbligato a indossare una maschera, ha detto il presidente della Confederazione alla «NZZ am Sonntag»

Parmelin a favore di privilegi per le persone vaccinate
Il presidente della Confederazione. © Keystone/Alessandro della Valle.

Parmelin a favore di privilegi per le persone vaccinate

Il presidente della Confederazione. © Keystone/Alessandro della Valle.

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin si è espresso a favore di eventuali privilegi per le persone vaccinate rispetto a quelle che rifiutano di essere vaccinate. Nel settore dei trasporti pubblici, le persone non vaccinate dovrebbero essere obbligate a indossare una maschera, ha detto alla «NZZ am Sonntag». Nel settore pubblico, tuttavia, le misure dovrebbero essere generalmente le più blande possibili, ha spiegato il ministro dell’economia. «Presumo quindi che anche un test negativo sia sufficiente per ottenere l’accesso. Ma il test deve essere stato fatto lo stesso giorno».

«Se un festival musicale richiede una prova di vaccinazione, lo troverei comprensibile», ha poi continuato il democentrista. Riguardo alle vaccinazioni ci sono ancora diverse questioni aperte, ha comunque ricordato: «Sappiamo che la vaccinazione protegge dall’infezione. Ma non sappiamo ancora, per esempio, se le persone vaccinate possono trasmettere il virus». Le regole di igiene e di distanza saranno insomma «certamente ancora applicate per un po’», ha confermato.

Critica ai Cantoni

Il presidente della Confederazione non è soddisfatto dei Cantoni per quanto riguarda la diagnosi dei casi: «Mi appello a loro per testare di più». Alcuni Cantoni hanno chiesto l’apertura immediata dei ristoranti, ma senza testare abbastanza: «Non funziona», ha affermato.

Poiché Berna copre i costi dei test di massa, è una questione di volontà e di personale disponibile, ha detto Parmelin.

I test potrebbero identificare e isolare rapidamente le persone infette senza sintomi. In questo modo, le catene di infezione potrebbero essere interrotte. Test mirati potrebbero, per esempio, evitare che le scuole debbano essere chiuse per periodi di tempo più lunghi, ha detto Parmelin. E nelle aziende si potrebbero anche evitare interruzioni del lavoro e quarantene.

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