Pass COVID, l’obbligo è stato accolto bene

Svizzera

L’estensione del certificato da oggi è realtà per ristoranti, musei, zoo e concerti: ecco come è andata la prima giornata

Pass COVID, l’obbligo è stato accolto bene
© KEYSTONE/Urs Flueeler

Pass COVID, l’obbligo è stato accolto bene

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Ristoranti, musei, zoo, concerti: da oggi, gli svizzeri sono confrontati con l’estensione del certificato COVID, una misura che è piuttosto ben accolta dalla clientela. Le autorità intanto privilegiano una certa flessibilità rispetto alle sanzioni.

Chiunque voglia visitare le aree interne di ristoranti, biblioteche, strutture ricreative e sportive ora ha bisogno di un certificato COVID valido che dimostri che è stato vaccinato, testato o guarito. Secondo le informazioni raccolte dall’agenzia Keystone-ATS, nella maggior parte dei posti i controlli sono stati effettuati diligentemente agli ingressi e senza problemi da un punto di vista tecnico. Alcuni esercenti si sono lamentati del timore di dover assumere più personale a causa dello sforzo supplementare per i controlli.

Ma visto il bel tempo di fine estate, molti avventori hanno preferito sedersi all’aperto, sulle terrazze di bar e ristoranti. Di conseguenza, l’obbligo del certificato non ha praticamente preso in contropiede nessun ristoratore. Solo in pochissimi casi si è dovuto rifiutare l’entrata a qualcuno, ha constato Keystone-ATS in molte città.

I ristoranti riferiscono in generale di esperienze iniziali positive. Ad esempio, Simone Müller della Schatz AG, l’agenzia per il settore della ristorazione e alberghiero di Lucerna, che lavora con diversi imprenditori, ha parlato di un «normale lunedì mattina».

© KEYSTONE/Alessandro della Valle
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C’è chi teme il lavoro extra
Ma il vero stress test è probabilmente di sera, quando bar e ristoranti sono frequentati da più persone. Alcuni esercenti temono di dover assumere più personale a causa del lavoro extra. Nel complesso ritengono comunque che la gestione dell’afflusso tenderà ad essere più facile perché non ci sarà più bisogno di mantenere le distanze tra i gruppi all’interno. Inoltre, non è più necessario ricordare agli ospiti di indossare la mascherina quando vanno in bagno.

Ma il certificato è richiesto anche agli appassionati di sport che vogliono andare in palestra. Al centro di allenamento di savo.ch nel quartiere Wankdorf di Berna, c’erano molti meno clienti del solito questa mattina, secondo un impiegato. Alla fine della settimana scorsa, i clienti erano stati messi al corrente della necessità del certificato Covid a partire da oggi, e non pochi hanno detto che non sarebbero più venuti a causa di questo, ha aggiunto. In alcuni centri fitness, i clienti hanno invece apprezzato il fatto di potersi allenare senza mascherine.

Allo zoo di Basilea, i visitatori, se volevano, potevano essere sottoposti a test in una tenda vicino all’ingresso principale. Una portavoce dello zoo ha indicato che il controllo dei certificati ha comportato un lavoro extra, ma che per la maggior parte, i visitatori hanno reagito positivamente al fatto che ora si può entrare anche senza mascherina.

Le prime esperienze si stanno facendo anche nelle istituzioni culturali. Al teatro di Basilea, ad esempio, i posti riservati sono stati finora cancellati solo in casi isolati, ha detto una portavoce.

© KEYSTONE/Laurent Gillieron
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«Accompagnare» gli esercenti
Dal canto loro le autorità di vari cantoni segnalano che si preoccupano soprattutto di «accompagnare» gli esercenti e, quando necessario, di chiedere loro di correggere le loro pratiche. Solo coloro che persistono nel non rispettare le nuove regole saranno sanzionati. Il numero di stabilimenti da controllare in generale non è stato aumentato, ha spiegato ad esempio Jean-Christophe Sauterel, responsabile della comunicazione dello Stato maggiore di condotta cantonale (EMCC) di Vaud.

Nel cantone di Neuchâtel, il Servizio del consumo e degli affari veterinari (SCAV) oggi non ha effettuato alcun controllo. «I primi avranno luogo domani (martedì) e richiederanno un po’ di tempo perché è l’inizio del pass sanitario e tutto deve essere controllato», ha detto a Keystone-ATS Pierre-François Gobat, capo dello SCAV. «È sempre difficile nei primi giorni perché alcune informazioni devono essere precisate».

Anche a Basilea Città il Dipartimento della Sanità vuole dare qualche giorno di tempo per abituarsi alla nuova situazione a ristoranti, palestre e alle istituzioni culturali e altre attività o istituzioni recentemente interessate dall’estensione del certificato Covid. La polizia sta controllando la nuova pratica del pass sanitario come parte delle sue regolari attività di ispezione di routine.

Nel canton Argovia la polizia cantonale dice che effettuerà i controlli «con senso della misura, poiché in base all’esperienza fatta finora la popolazione è generalmente molto cooperativa».

A Zurigo i controlli verranno effettuati a caso o su segnalazione di scorrettezze.

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