Per il Belgio ora sono «zona rossa» Ginevra, Vaud e Vallese

pandemia

Il Ministero degli affari esteri ha inserito i tre cantoni nella lista delle zone a rischio, vietando i viaggi non essenziali - Il consigliere di Stato vallesano non ci sta: «Decisione scioccante, qui la situazione è sotto controllo»

Per il Belgio ora sono «zona rossa» Ginevra, Vaud e Vallese
© KEYSTONE/Salvatore Di Nolfi

Per il Belgio ora sono «zona rossa» Ginevra, Vaud e Vallese

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A metà luglio era successo, seppur per qualche ora, al Ticino. Ora a finire sotto la lente del Belgio è toccato ai cantoni di Vaud, Vallese e Ginevra. Come indicato dal sito del Ministero degli affari esteri, dal 1. Agosto le tre destinazioni dell’arco lemanico rientrano nella lista delle zone in cui i viaggi «non sono possibili», insieme ad alcune aree di Bulgaria, Spagna, Romania, Francia e Regno Unito. A partire da sabato, chiunque rientrerà in Belgio da uno di questi cantoni dovrà obbligatoriamente sottoporsi a un periodo di quarantena e dovrà fornire i propri dati personali per avviare la procedura di contact-tracing. Come detto, la stessa sorte era toccata al Ticino ma dopo mediazione del Consiglio di Stato e di Ticino Turismo il nostro cantone era poi stato rimosso dalla lista belga.

Reazioni piccate

Le reazioni da parte svizzera non si sono fatte attendere. Da noi contattato, il consigliere di stato in carica del Dipartimento della sicurezza, dell’impiego e della sanità Mauro Poggia ha affermato che «i cantoni dell’arco lemanico sono scioccati da questa misura, difficilmente comprendibile dal punto di vista epidemiologico». La Confederazione, prosegue, è già stata sollecitata e chiederà spiegazioni. «Oltretutto, se consideriamo che il Belgio impone l’uso della mascherina nelle strade, potremmo ritenere che questa misura sia stata introdotta perché il Paese ha perso il controllo della situazione, cosa che imporrebbe la quarantena anche per tutti colore che ritornano dal Belgio». Per il presidente del Governo vallesano Christophe Darbellay, interpellato da RTS, si tratta di «una decisione scioccante», visto che «in Vallese la situazione sul fronte della COVID-19 è sotto controllo e non allarmante come a Ginevra». Il consigliere di Stato ha dichiarato di essere già intervenuto sabato sera presso l’Ufficio federale della sanità pubblica e si è detto «fiducioso che questa situazione si risolverà rapidamente».

A Vaud e Ginevra

Se si considerano i nuovi casi positivi, spiccano i pochi, pochissimi casi registrati in vallese (al massimo 2 o 3 al giorno). A Ginevra, la settimana che si è appena conclusa ha visto una casistica superiore alle 40 unità (con un picco di 62 casi registrato il 27 luglio). Nel canton Vaud i nuovi casi positivi sono in doppia cifra da una settimana: si è infatti passati dai 15 dello scorso 26 luglio ai 23 di martedì e ai 25 di mercoledì scorso.

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