Perde il permesso di soggiorno dopo 45 condanne

Svizzera

Un cittadino della Bosnia Erzegovina, che aveva accumulato altresì 320 mila franchi di debiti a partire dal 1994, si era appellato al Tribunale federale

Perde il permesso di soggiorno dopo 45 condanne
© CdT/Archivio

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Un cittadino della Bosnia Erzegovina perderà il suo permesso di soggiorno in Svizzera dopo aver accumulato 45 condanne e ben 320’000 franchi di debiti a partire dal 1994. Lo ha stabilito il Tribunale federale (TF), che ha respinto un ricorso dell’uomo contro una decisione in questo senso delle autorità sangallesi.

Nato nel 1979, l’uomo è arrivato nella Confederazione nel 1992. Nel 2002 ha sposato una donna svizzera da cui ha avuto cinque figli. Dal 1994, è stato condannato più volte, in genere per reati minori. In questo periodo ha pure accumulato debiti per circa 320’000 franchi, come dimostrano 56 certificati di mora a suo nome.

Dopo diversi avvertimenti, le autorità del canton San Gallo hanno deciso nel 2020 di non rinnovargli il permesso di soggiorno in Svizzera. L’uomo ha presentato ricorso al TF, ma la Suprema Corte ha confermato la decisione cantonale, parlando di un «caso limite».

Secondo il TF, l’accumulo di condanne, anche se minori, e di debiti dimostra un persistente disprezzo nei confronti del sistema giuridico svizzero. Anche se la revoca del permesso di soggiorno è generalmente pronunciata per reati gravi, anche la ripetizione di reati minori può portare a tale misura, scrivono i giudici di Mon Repos in una sentenza pubblicata oggi.

Il TF rileva che le 45 condanne includevano numerose multe, ma anche sei pene pecuniarie e tre pene detentive. Malgrado i ripetuti e regolari moniti delle autorità sangallesi, il ricorrente ha gradualmente aumentato i suoi debiti da 170’000 franchi nel 2015 a 320’000 nel 2020.

La Corte riconosce che una partenza forzata dalla Svizzera avrebbe un grave impatto sull’uomo, sulla moglie e sui loro cinque figli, tutti minorenni. Tuttavia, è proprio il comportamento del ricorrente ad aver chiamato in causa questa possibilità. Inoltre, visto la recidiva dei suoi comportamenti non si può neppure dire che il mancato rinnovo del suo permesso di soggiorno sia un fulmine a ciel sereno, rileva il TF.

Secondo i giudici è pensabile che l’uomo faccia ritorno nel suo paese: vi è infatti andato regolarmente e parla correntemente la lingua. Inoltre, grazie ai moderni mezzi di comunicazione, la sua famiglia potrà mantenere i contatti e rendergli visita occasionalmente.

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