Pfister vuole restare alla guida del PPD fino al 2023

POLITICA

All’assemblea dei delegati a Frauenfeld il presidente ha promesso che il 2020 sarà l’anno delle riforme interne al partito - No all’iniziativa UDC sull’immigrazione moderata

Pfister vuole restare alla guida del PPD fino al 2023
© KEYSTONE/Gian Ehrenzeller

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Pfister vuole restare alla guida del PPD fino al 2023

Il presidente del PPD Gerhard Pfister vuole ricandidarsi alla guida del partito a giugno e restare in sella fino alle elezioni del 2023. All’assemblea dei delegati di Frauenfeld (TG), il 57.enne del canton Zugo ha inoltre espresso la sua opposizione all’iniziativa popolare, promossa dall’UDC e al voto il prossimo 17 maggio, «per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)» e ha ribadito il suo appoggio alla via bilaterale.

«Il PPD ha sempre sostenuto la via bilaterale e si è sempre impegnato per avere buoni rapporti con i nostri vicini», ha detto il presidente del partito ai delegati, ricordando l’appoggio al principio di un accordo quadro con l’Unione europea. Come in tutti i negoziati, ha aggiunto, la Svizzera «ha il diritto di essere ascoltata e di tracciare le sue linee rosse».

«Non ha senso metterci pressione da soli», ha sottolineato Pfister, augurandosi che l’iniziativa dell’UDC venga respinta in modo chiaro e inequivocabile. Secondo il consigliere nazionale, chi vuole dare un ultimatum all’interno di una democrazia diretta non ha capito come funziona la Svizzera.

Il presidente del PPD è poi tornato sulle elezioni federali dello scorso autunno e sulla perdita - al secondo turno - dei due seggi del suo partito al Consiglio degli Stati, tra cui quello dell’ormai ex «senatore» ticinese Filippo Lombardi. «Le elezioni del 2019 hanno dimostrato ancora una volta in modo evidente che nessun partito è immune dall’avere anche solo presumibilmente seggi davvero sicuri».

Il 2020 anno delle riforme interne

Il 2020 sarà l’anno delle riforme interne, che secondo Pfister sono necessarie se il PPD vuole crescere come partito: «Dobbiamo invertire la tendenza», ha aggiunto. Zurigo, Berna, Vaud e Argovia occupano in totale 94 dei 200 seggi al Consiglio nazionale, ma il partito di Pfister in questi cantoni ne occupa solo tre alla Camera bassa.

«Nel 2019 siamo rimasti stabili, ma nel 2023 dobbiamo guadagnare terreno», ha detto il 57enne, che oggi ha annunciato di volersi ricandidare per rimanere a capo del partito fino alle prossime elezioni federali.

Due sì e un no per le votazioni del 17 maggio

I delegati del PPD hanno preso posizione sulle votazioni federali del 17 maggio. L’iniziativa «Per un’immigrazione moderata» viene nettamente respinta, mentre la base del partito approva gli altri due oggetti. Il testo UDC è stato bocciato con 159 voti a 10 e due astenuti. In caso di approvazione da parte dei cittadini, le autorità avrebbero un anno di tempo per negoziare la fine della libera circolazione delle persone. Se non si dovesse trovare una soluzione, il Consiglio federale dovrebbe uscire dall’intesa nel mese successivo, col rischio di far cadere l’insieme degli accordi bilaterali.

Con 141 voti contro 21 e dieci astensioni i delegati PPD hanno invece accettato la modifica di legge per il trattamento fiscale delle spese per la cura dei figli da parte di terzi. La riforma mira a deduzioni più elevate per le famiglie che ricorrono alla custodia da parte di terzi (25’000 franchi contro i 10’100 attuali). Il referendum contro la nuova norma è stato lanciato dal PS.

Sempre a larga maggioranza, con 144 voti contro 21 e sei astensioni, i delegati raccomandano di votare a favore della revisione della legge sulla caccia. L’obiettivo è quello di regolare determinate specie e prevenire i danni o i pericoli per l’uomo. Gli abbattimenti individuali mirati sarebbero permessi. Ad opporsi sono le organizzazioni animaliste.

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