Piattaforma di dialogo sul 5G, e la ComCom lamenta i ritardi

Telefonia mobile

I fautori della nuova tecnologia fanno fronte comune per rispondere alle preoccupazioni delle popolazione - Ci sono anche tre «ambasciatori» ticinesi - Intanto la Commissione delle comunicazioni ha scritto a tutti i consiglieri federali

Piattaforma di dialogo sul 5G, e la ComCom lamenta i ritardi
©EPA/DAVID CHANG

Piattaforma di dialogo sul 5G, e la ComCom lamenta i ritardi

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Avviare un dialogo con la popolazione sul 5G e rispondere alle preoccupazioni per la salute sulla base di fatti concreti e scientifici. È lo scopo della neocostituita piattaforma «CHANCE5G» promossa dai sostenitori ai vari livelli della nuova tecnologia di telefonia mobile. «La necessaria espansione con il 5G è oggi gravemente ostacolata politicamente e socialmente da una mancanza di conoscenze, da conclusioni errate e da incertezze » rilevano i promotori.

Le resistenze

Lo sviluppo della nuova tecnologia ha incontrato negli scorsi mesi diverse resistenze in una parte della popolazione e non solo. Vaud, Ginevra, e Giura, ad esempio, hanno decretato una moratoria sulla costruzione di antenne, citando i rischi per la salute. Dal canto loro Friburgo e Neuchâtel hanno deciso di subordinare l’installazione degli impianti al rilascio di una licenza edilizia. Opposizioni ci sono state anche in Ticino. Infine, lo scorso autunno è stata lanciata un’iniziativa popolare dal titolo «Responsabilità per la telefonia mobile», mirante al 5G. La piattaforma intende porre rimedio a questa situazione attraverso il dialogo, dimostrando i vantaggi del 5G attraverso esempi di applicazione. A sostenerla sono 45 personalità provenienti dalla scienza, dell’economia e dalla politica, nonché 19 associazioni. La piattaforma è stata avviata e sarà finanziata dall’Associazione svizzera delle telecomunicazioni (ASUT) e dai suoi membri, in particolare Sunrise e Swisscom, Cellnex nonché Ericsson e Huawei. Fra i sostenitori ci sono anche il Forum dei consumatori, l’USAM, Hotelleriesuisse e l’associazione mantello per l’economia digitale. Tra le personalità che sostengono apertamente il 5G – definite «ambasciatori» – figurano ad esempio Michael Hengartner, presidente del Consiglio di amministrazione del Politecnico federale di Zurigo, e Rolf Hügli, direttore dell’Accademia svizzera delle scienze tecniche. Tra i politici ticinesi che sostengono la quinta generazione di telefonia mobile ci sono i consiglieri nazionali Bruno Storni (PS) e Fabio Regazzi (PPD), unitamente al già consigliere nazionale Giovanni Merlini (PLR). Presenti anche parlamentari di tutti i partiti, ad eccezione dei Verdi. «Contro il 5G è in atto una campagna basata su fake news» spiega Storni. «I limiti di emissione in Svizzera sono fra i più bassi in assoluto e lo sviluppo della nuova tecnologia avviene nel pieno rispetto della salute pubblica. Il 5G è anche un’opportunità per una migliore gestione delle risorse rinnovabili e non rinnovabili».

A rilento

I lavori per la realizzazione della rete tuttavia vanno a rilento. La Commissione federale delle comunicazioni (ComCom), l’autorità indipendente che regola il mercato delle telecomunicazioni, ha scritto a tutti i consiglieri federali dicendosi preoccupata per i ritardi accumulati. Secondo il «Tages-Anzeiger», che ne ha dato notizia, negli ultimi 12 mesi sono state autorizzate meno del 10% delle richieste inoltrate per la costruzione e l’ampliamento di antenne. «Ciò è molto preoccupante, perché con un traffico in costante aumento si creano dei colli di bottiglia nelle comunicazioni mobili. Con questa lettera la ComCom intende mettere in guardia il Consiglio federale su questa situazione» ha detto al quotidiano zurighese il presidente Stephan Netzle. Il blocco imposto da singoli Cantoni al 5G è incostituzionale. Le licenze sono state messe all’asta. Swisscom, Sunrise e Salt hanno pagato 380 milioni di franchi per averle e ora si aspettano di poter operare senza ostacoli. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, dopo diversi reclami degli operatori, è stata la decisione, presa il 22 aprile dal Consiglio federale, di non allentare i limiti delle emissioni, proprio quello che per la ComCom servirebbe a garantire una rapida diffusione della tecnologia. Netzle teme che la Svizzera rischi di perdere il vantaggio tecnologico nel 5G.

Pagati 380 milioni dagli operatori

Nel mese di febbraio del 2019 i principali operatori svizzeri Swisscom, Sunrise e Salt avevano pagato 379 milioni di franchi per le concessioni d’esercizio. Al momento, Sunrise sostiene di possedere la più grande fetta di questo mercato, con circa 300 Comuni e una copertura dell’80%. Swisscom, dal canto suo, lo scorso dicembre aveva annunciato di coprire circa il 90%.

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