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Dall'Osce critiche alla Russia

A Basilea il consiglio ministeriale si apre con aperte condanne (anche di Burkhalter) a Mosca

 
04
dicembre
2014
18:00
Red. Online

BASILEA - Il consiglio ministeriale dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) si è aperto questa mattina a Basilea con diverse critiche alla Russia nell'ambito della crisi ucraina. Diversi oratori, fra i quali il presidente di turno dell'OSCE Didier Burkhalter, hanno chiamato in causa Mosca per la sua annessione "illegale" della Crimea e per il ruolo di "aggressore" in Ucraina. (vedi Gallery)

La responsabile della diplomazia dell'Unione Europea (UE), Federica Mogherini, ed il suo omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier hanno condannato la violazione territoriale dell'Ucraina da parte della Russia ed hanno intimato la messa in opera degli accordi di Minsk per un cessate il fuoco, raggiunti in settembre.

Il segretario di Stato americano John Kerry ha affermato che "gli Stati Uniti ed i Paesi che appoggiano i diritti e la sovranità dell'Ucraina non vogliono il confronto. Non è nostro desiderio vedere la Russia isolata dalle sue stesse azioni".

Il ministro degli esteri ucraino, Pavlo Klimkin, ha chiesto alla comunità internazionale di rafforzare i poteri dell'OSCE, in modo che l'organizzazione possa prendere misure vincolanti. Klimkin ha accusato Mosca di aver violato i trattati di Helsinki e di essere responsabile dell'escalation di violenza nell'est dell'Ucraina. escalation che ha "compromesso la sicurezza in Europa".

La Russia non ha tardato a rispondere per voce del capo della sua diplomazia: Serghei Lavrov ha rimandato buona parte delle responsabilità del conflitto sull'Unione Europea, affermando che "una anno fa si sarebbe potuto evitare il dramma". Ma Bruxelles ha "bloccato le discussioni trilaterali" fra Kiev, i separatisti e Mosca, "appoggiando un colpo di Stato".

Ora, ha aggiunto il ministro degli esteri, l'OSCE deve "intensificare gli sforzi" e la crisi va risolta con la partecipazione di tutti. "Se l'UE e la NATO pensano di avere il monopolio della verità, allora l'OSCE può chiudere baracca", ha concluso.

Nel suo discorso di apertura del Consiglio ministeriale annuale dell'OSCE, Didier Burkhalter ha denunciato la "pericolosa attività militare" e l'inquietante "retorica bellicosa" generate dalla crisi ucraina. Il ministro degli esteri elvetico ha iniziato il discorso parlando della città di Donetsk: "Due anni e mezzo fa aveva ospitato cinque partite di Euro 2012. Tifosi da tutta l'Europa erano giunti nella località per vedere Cristiano Ronaldo, Xabi Alonso e Wayne Rooney giocare nella Donbass Arena. Oggi, Donetsk è controllata da gruppi armati illegali, lo stadio è stato danneggiato dai bombardamenti e l'aeroporto è in rovina", ha deplorato.

Secondo Burkhalter, nel complesso, la situazione della sicurezza in Europa è decisamente peggiorata. La Dichiarazione di Helsinki (che dovrebbe migliorare dal 1975 i rapporti tra l'ex blocco sovietico e l'Occidente, ndr.) è stata ripetutamente violata e il caso più flagrante è quello dell'annessione della Crimea.

"Questi eventi hanno rimesso in discussione molti principi che ritenevamo acquisiti nell'Europa orientale dopo la Guerra Fredda. E la fiducia tra la Russia e l'Occidente si è affievolita", ha aggiunto, chiedendo provocatoriamente ai presenti: "Siamo ancora pronti a mantenere il nostro obiettivo di creare un'unica comunità di sicurezza da Vancouver a Vladivostok?".

Burkhalter poi ha invitato ad avere maggiore cura dell'OSCE: l'organizzazione ha raggiunto un "giusto formato", ma i membri devono ora sforzarsi di adottare delle decisioni; ciò richiede sicuramente volontà politica. Concretamente il presidente di turno ha auspicato una completa attuazione degli accordi di Minsk siglati a settembre.

La Svizzera - ha promesso il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) - continuerà anche al termine della propria presidenza dell'OSCE ad operarsi per una risoluzione del conflitto in Ucraina. Berna stanzierà altri due milioni di franchi in favore della missione degli osservatori OSCE nell'Ucraina orientale. La Confederazione vuole anche infondere nuovi impulsi agli sforzi per la pace nella regione, dando vita a un comitato di esperti. Essi dovranno presentare proposte su come accrescere la fiducia tra le parti in conflitto e come garantire il rispetto della Dichiarazione di Helsinki.

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