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Si discute della tassazione ordinaria per frontalieri

Il Dipartimento federale delle finanze ha posto oggi in consultazione la relativa modifica totale d'ordinanza

CdT
 
21
settembre
2017
16:16
Red. Online

BERNA - In futuro i frontalieri potranno chiedere una tassazione ordinaria - attualmente praticata alla fonte - con il vantaggio di poter far valere le deduzioni riconosciute per i lavoratori residenti in Svizzera. Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha posto oggi in consultazione la relativa modifica totale d'ordinanza. Il testo prevede che, di regola, almeno il 90% dei redditi debba essere conseguito su territorio elvetico affinché un frontaliere possa essere tassato in via ordinaria.

La revisione totale dell'Ordinanza del DFF sull'imposta alla fonte (OIFo) attua una revisione legislativa adottata dalle Camere federali lo scorso 16 dicembre, che introduce per la prima volta nel diritto tributario elvetico la nozione di "quasi residente" come categoria di persona aggiuntiva. I frontalieri costituiscono una parte cospicua di questa nuova classe di contribuenti.

Il parlamento è stato costretto a modificare il diritto su ingiunzione del Tribunale federale (TF). In una sentenza del gennaio 2010, i giudici di Losanna avevano stabilito che, in determinati casi, l'imposizione alla fonte viola l'Accordo sulla libera circolazione delle persone concluso tra Berna e Bruxelles. Il TF ha infatti stabilito che i quasi residenti hanno diritto alle stesse deduzioni delle persone tassate in Svizzera in via ordinaria, altrimenti vi sarebbe discriminazione.

La riforma era stata criticata dal Canton Ticino, e da buona parte della Deputazione ticinese alle Camere, proprio poiché avrebbe concesso ai frontalieri le deduzioni cui possono fare capo i residenti.

Tenendo conto anche delle rimostranze del Ticino, durante il dibattito era stata stralciata dalla legge una disposizione introdotta dal Nazionale secondo cui il moltiplicatore comunale avrebbe dovuto essere determinato sulla base di un metodo di calcolo federale (media ponderata). La norma su questo aspetto, e alcuni altri, concede invece autonomia ai Cantoni.

Stando alla documentazione pubblicata oggi dal DFF, le modifiche dell'ordinanza "non hanno ripercussioni finanziarie o economiche significative". In parlamento, nel dibattito legislativo, il governo aveva invece sostenuto che le ripercussioni finanziarie della riforma non sono quantificabili, a causa della mancanza di dati affidabili. Il Consiglio federale riconosceva però un maggiore onere amministrativo dovuto alle nuove modalità fiscali.

Per quanto concerne la soglia di reddito conseguito in Svizzera che dà diritto alla tassazione ordinaria, il progetto di OIFo fa riferimento alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE), secondo cui "di norma, affinché siano soddisfatti i requisiti per la quasi residenza, almeno il 90 per cento dei redditi lordi mondiali deve essere imponibile nello Stato in cui è situato il luogo di lavoro".

In una sentenza del 2012, la stessa CGUE ha chiarito che la soglia del 90% non deve essere considerata come valore assoluto. La revisione d'ordinanza prevede dunque che se i proventi in Svizzera sono inferiori al 90%, in determinate circostanze può comunque essere opportuno trattare la persona assoggettata all'imposta alla fonte come una persona residente.

In parlamento aveva suscitato aspri dibattiti anche la possibilità di imporre a tutti i Cantoni l'aliquota dell'imposizione alla fonte sotto forma di aliquota mensile, opzione poi abbandonata soprattutto per la pressione di alcuni Cantoni latini, tra cui il Ticino. Attualmente 21 Cantoni applicano la tariffa mensile e cinque - Ticino, Ginevra, Friburgo, Vallese e Vaud - il sistema della compensazione annua. La revisione dell'OIFo prevede che l'Amministrazione federale delle contribuzioni definisca con i Cantoni una procedura unitaria per ciascuno dei due gruppi di Cantoni succitati.

La revisione di legge ha comportato inoltre una serie di adeguamenti formali in altre ordinanze. L'entrata in vigore di tutte queste norme è prevista per il 2020.

Edizione del 27 maggio 2018
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