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La visita di Dragnea a Berna? Era in agenda da mesi

OCCHI SULL'EST/ROMANIA - Il presidente della Camera dei deputati rumeno, nonché leader dei socialdemocratici è sotto inchiesta a Bucarest con una proposta di condanna del DNA a sette anni e mezzo di carcere

archivio Keystone
Liviu Dragnea recentemente intervistato dai giornalisti rumeni.
 
29
maggio
2018
17:59
Andrea Colandrea

BERNA/BUCAREST - Da diversi anni ormai sotto i riflettori nazionali per il suo ruolo politico e, in parallelo, per le controverse vicissitudini giudiziarie che lo riguardano, Liviu Dragnea, il presidente della Camera dei deputati di Romania, nonché leader del Partito socialdemocratico (PSD), ieri sera è giunto in Svizzera su invito del suo omologo Dominique de Buman (PPD) per una visita al Consiglio nazionale che ufficialmente avrà luogo oggi. L'incontro, che in realtà all'Ambasciata rumena di Berna è in agenda da mesi, ha sollevato alcune perplessità in seno all'opinione pubblica di casa nostra. Ieri, infatti, in Romania c'era attesa per la sentenza della Corte di Cassazione e Giustizia a carico del politico, dopo che quest'ultimo era stato accusato di abuso d'ufficio e istigazione alla violazione della proprietà intellettuale dal Dipartimento nazionale anticorruzione (DNA). Pendenze giudiziarie, queste ultime, che qualora confermate, potrebbero costare a Dragnea fino a sette anni e mezzo di carcere. La sentenza, tuttavia, come confermato al Corriere del Ticino da Bucarest, è slittata al prossimo 8 giugno. 

Ma procediamo con ordine. Qualche perplessità sulla visita di Dragnea, sul fronte elvetico, è emersa proprio ieri dall'articolo della NZZ Online intitolato "Ein Besuch zur falschen Zeit" ("Una visita nel momento sbagliato"). Il quotidiano zurighese ha lasciato trasparire dubbi circa l'opportunità della visita ufficiale del politico rumeno di alto rango nella Confederazione, facendo  notare - appunto - che lo stesso Dragnea, sarebbe giunto nel nostro Paese con il tempismo istituzionale errato. In tal senso, peserebbe la nuova accusa a carico del presidente del PSD, vincitore delle elezioni dello scorso dicembre 2016 (ma non candidabile al Governo per una prima condanna giudiziaria del 2012), proposta dallo stesso DNA.

La stampa rumena, che da almeno quattro anni registra le centinaia di arresti ordinati dal procuratore capo Laura Codruta Kövesi contro la corruzione nel mondo politico, giudiziario, culturale e sportivo nella nazione, questa volta, si è limitata a riportare in modo asettico la notizia della visita di Stato. Dragnea si fermerà in Svizzera da fino a domani, accompagnato da una delegazione parlamentare che include Gabriel Vase, portavoce della stessa Camera dei deputati. L'incontro svizzero-rumeno prevede colloqui anche con il presidente della Confederazione Alain Berset, con il consigliere agli Stati Filippo Lombardi, come pure con l'ambasciatore rumeno a Berna Vlad Vasiliu e i  tre consoli onorari in Svizzera, tra cui Marinela Somazzi Safta di Lugano. Una piccola parentesi politica fuori di casa, in attesa di un verdetto che in qualsiasi direzione sia indirizzato, potrebbe sollevare un nuovo polverone.

 

 

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