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Commesse pubbliche: “C'è meno trasparenza in Ticino”

Secondo uno studio dell'università di Berna, il nostro cantone e i Grigioni sono agli ultimi posti della classifica - Da noi solo l'1% delle attribuzioni pubblicate sul sito simap.ch

CdT
 
12
agosto
2018
13:33
ats

BERNA - Ticino e Grigioni sono i Cantoni meno trasparenti per quanto riguarda la pubblicazione delle attribuzioni delle commesse pubbliche, ma anche altrove le lacune sono enormi. Lo indica un'analisi dell'università di Berna pubblicata oggi da SonntagsZeitung e Le Matin Dimanche. Per il solo 2017 e per l'insieme della Svizzera, 13 miliardi di franchi di appalti concessi sono stati pubblicati a fronte di bandi di concorso per 41 miliardi.

"Il pubblico ha il diritto di sapere dove finisce il denaro delle imposte", dichiara, citato dai domenicali, Matthias Stürmer, direttore dell'unità di ricerca Sostenibilità digitale all'ateneo della città federale.

L'oggetto di studio dell'esperto è stata la piattaforma di comunicazione degli appalti pubblici Simap.ch, lanciata dieci anni fa da Confederazione, Cantoni e Comuni. In teoria vi dovrebbero figurare tutti i bandi di concorso, da un nuovo ospedale alle prestazioni di esperti passando da servizi informatici, e le aziende a cui sono stati attribuiti i mandati.

Stando ai giornali, Stürmer ha analizzato tutti i dati di Simap dal 2008 al 2017 e verificato se per ogni offerta fosse segnalata anche la corrispondente concessione. Risultato: la metà dei Cantoni pubblica meno di un quarto delle attribuzioni, ma la loro condotta è molto variabile.

Si va dal fanalino di coda, il Ticino, con un 1%, al 93% di Basilea Città (primo della graduatoria), passando tra gli altri per il 3% dei Grigioni (secondo peggior dato), il 19% di Berna, il 39% di Zugo, il 44% di Ginevra, il 64% di Vaud e il 79% di Zurigo.

L'ampiezza del problema dipende in parte dal diritto cantonale. Berna e Zurigo ad esempio prevedono la pubblicazione delle attribuzioni degli appalti su Simap solo a partire da una determinata somma. L'obbligo di pubblicazione sancito dalla legge non è comunque una garanzia: il Vallese lo prevede, ma solo il 12% delle offerte concesse figura su internet.

Per Stürmer, "parte del problema deriva dalla mancanza di volontà politica". A suo avviso le lacune nella trasparenza favoriscono irregolarità e nepotismo, dice ai giornali.

Keystone-ATS non è riuscita a contattare l'amministrazione cantonale ticinese per una presa di posizione. Il Cantone dispone in materia di uno specifico ufficio, quello di vigilanza sulle commesse pubbliche.

Forse non è un caso, aggiunge l'esperto bernese, se nei poco trasparenti Grigioni sia recentemente scoppiato uno scandalo per appalti truccati nel campo del genio civile e dell'edilizia che coinvolge oltre 40 imprese.

La legge retica non prescrive la pubblicazione su Simap. Il presidente del Governo e direttore del Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste Mario Cavigelli (PDC) respinge però fermamente le accuse di opacità. "I verbali dell'apertura dei bandi e le attribuzioni sono pubblicate da quasi 20 anni e tutti li possono vedere", argomenta, interrogato dai domenicali.

Sul sito del Cantone effettivamente figurano le attribuzioni degli ultimi mesi, ma ciò non è equiparabile agli archivi completi forniti da Simap. Inoltre, a causa del formato informatico, l'analisi dei dati è più complessa, indica Stürmer.

"Queste soluzioni particolari e isolate generano problemi inutili e sono inefficaci. La situazione è ancora peggiore nei Cantoni che pubblicano le informazioni solo nel Foglio ufficiale cartaceo o non le pubblicano affatto", deplora l'accademico.

Edizione del 19 agosto 2018
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