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Armi, soddisfatto il comitato di cacciatori e tiratori

Alle urne si profila un sì per la modifica della Legge: con i primi risultati arrivano anche le prime prese di posizione

 Armi, soddisfatto il comitato di cacciatori e tiratori
Keystone

Armi, soddisfatto il comitato di cacciatori e tiratori

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BERNA - Dopo le proiezioni che indicano un’accettazione della revisione della legge sulle armi, in un comunicato il comitato cacciatori e tiratori per un diritto moderno delle armi, si rallegra della decisione presa dal popolo svizzero.

Accogliamo con favore l’ampliamento dello scambio di informazioni nell’ambito di Schengen, così come la registrazione di armi semiautomatiche e l’incentivo a entrare in una associazione se si desidera acquistare un’arma semiautomatica.

Il comitato si è poi detto convinto che le autorità saranno in grado di trovare una applicazione pragmatica in modo che i tiratori e le forze di sicurezza possano convivere con la nuova ordinativa.

Il Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSsE) commenta il risultato

Il chiaro sì uscito dalle urne per la revisione della legge sulle armi «è un passo nella giusta direzione», lo sostiene il Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSsE) in una reazione ai risultati. Restrizioni dell’accesso alle armi sono mezzi efficaci per evitare vittime. Occorrono tuttavia ulteriori disposizioni per garantire la sicurezza delle persone in Svizzera.

In particolare bisogna fare di più per prevenire i suicidi. Il GSsE chiede quindi che i fucili d’assalto dell’esercito siano conservati nell’arsenale. Anche i tiratori sportivi dovrebbero normalmente depositare le loro armi in modo sicuro nel poligono di tiro.

Anche la sezione svizzera dell’organizzazione per i diritti umani Amnesty International è convinta che la nuova legge contribuirà a ridurre il numero di suicidi, omicidi e ferite da arma da fuoco. Il risultato della votazione dimostra che «una regolazione più severa dell’accesso alle armi ha un’importanza decisiva per la sicurezza» della Svizzera.

La Lega dei ticinesi: «I ticinesi hanno difeso la nostra sovranità»

La Lega dei Ticinesi saluta con soddisfazione il voto del Ticino «contrario al Diktat disarmista dell’UE». In una nota odierna il partito evidenzia che «la maggioranza dei ticinesi non si è fatta abbindolare dalle minacce farlocche, dai ricatti, dalle sfacciate bugie e dal lavaggio del cervello ad opera dell’establishment. Ha capito qual era l’importantissima posta in gioco. Non il numero di colpi che può contenere un caricatore, bensì la nostra indipendenza e la nostra sovranità. La maggioranza dei ticinesi, seguendo la posizione della Lega, ha dunque ribadito che le nostre leggi, le nostre tradizioni, la nostra Costituzione, non si accantonano per ubbidire all’ennesima prevaricazione in arrivo da Bruxelles. Prevaricazione a cui, come di consueto, il triciclo PLR-PPD-PS ha scelto di genuflettersi, senza condizioni ed in tempo di record. Il No ticinese ad una ulteriore, deleteria capitolazione davanti ad un’UE sempre più bramosa di comandare in casa nostra, lascia ben sperare in vista della (quasi certa) votazione popolare sull’accordo quadro istituzionale. Ne è, in effetti, una sorta di prova generale. Questo trattato, fortemente voluto dalla solita partitocrazia PLR-PPD-PS, se approvato trasformerebbe la Svizzera in una colonia di Bruxelles, con tanto di ripresa dinamica, ossia automatica, del diritto UE e di giudici stranieri. La Lega dei Ticinesi rileva inoltre che, ancora una volta, la maggioranza dei votanti del nostro Cantone ha sconfessato i partiti cosiddetti storici su un tema fondamentale. C’è da sperare che questo faccia riflettere i cittadini in vista delle elezioni federali di ottobre. Nella prossima legislatura si deciderà il futuro dei rapporti tra Svizzera ed UE. E’ quindi essenziale che i ticinesi eleggano a Berna dei parlamentari effettivamente rappresentativi della volontà della maggioranza del nostro Cantone su questi temi di capitale importanza per il nostro futuro».

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