Autodeterminazione: “sì” in vantaggio solo nella Svizzera italiana

L'iniziativa UDC "Il diritto svizzero anziché giudici stranieri", secondo un sondaggio di Tamedia, raccoglie al momento una maggioranza di "no"

Autodeterminazione: “sì” in vantaggio solo nella Svizzera italiana

Autodeterminazione: “sì” in vantaggio solo nella Svizzera italiana

BERNA - No, seppur di misura, all'iniziativa per l'autodeterminazione, sì alla base legale per la sorveglianza degli assicurati e all'iniziativa per le vacche con le corna. È questo il quadro dipinto oggi dal primo sondaggio di Tamedia in vista delle votazioni federali del 25 novembre.

Il testo denominato "Il diritto svizzero anziché giudici stranieri", promosso dall'UDC, raccoglie a circa un mese e mezzo dal voto il 45% di consensi, considerando sia chi si dice convinto del sì (41%) sia chi tende verso questa scelta (4%). I contrari si situano al 53% (50% + 3%) e solo il 2% non si è pronunciato.

La Svizzera italiana, dove la quota di sostenitori è del 52%, è l'unica regione dove i sì sono in vantaggio, mentre la Romandia - 37% - è la più fredda. La Svizzera tedesca si situa in linea con la media nazionale.

L'iniziativa sembra persuadere un po' più gli uomini (43%) che le donne (37%). L'argomento più usato dagli scettici (46%) è che la Svizzera già oggi può decidere in modo indipendente quali accordi internazionali firmare.

Non sembrano esserci problemi all'orizzonte per la modifica della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che costituisce la base legale per l'assunzione di detective per la sorveglianza degli assicurati. La revisione voluta dal Consiglio federale, contro la quale è stato lanciato un referendum, piace al 67%, mentre il 30% propende per il no.

Anche in questo caso, gli svizzero italiani (61%) e le persone di sesso maschile (58%) sono le categorie con più favorevoli. Chi è deciso a votare sì alle urne cita in particolar modo (43%) il fatto che grazie a questo strumento si potrà lottare con più efficienza contro gli abusi, il tutto a vantaggio degli assicurati onesti.

Ancora piuttosto incerta invece la situazione per quel che concerne l'iniziativa "Per la dignità degli animali da reddito agricoli", più nota come iniziativa per vacche con le corna. Il 53% pare orientato verso l'approvazione, ma, all'interno di tale percentuale, ben il 17% dice solo di tendere in questa direzione. I contrari si situano al 39% (il 29% dice no, il 10% "piuttosto" no) e gli indecisi sono ancora l'8%.

Forti differenze si riscontrano per categorie di età. Il 46% degli over 65 è incline a votare sì, ma il tasso precipita al 21% nella fascia 18-34 anni. Non vi sono per contro grosse discrepanze fra regioni linguistiche e l'appoggio al testo arriva soprattutto dai ranghi di UDC, PS e Verdi e nell'ottica di combattere il maltrattamento degli animali.

Il primo sondaggio online sulle votazioni del 25 novembre realizzato per conto di Tamedia ha coinvolto 14'513 persone, di cui 627 italofoni. Il margine di errore è di +/- 1,4 punti.

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