“Bisogna avviare subito un nuovo progetto”

La Svizzera ha promesso di sopprimere nel 2019 gli statuti speciali criticati a livello internazionale ma, secondo il direttore del DFF, non sarà facile mantenere tale promessa

“Bisogna avviare subito un nuovo progetto”
Il Consigliere federale Ueli Maurer, direttore del dipartimento federale delle finanze

“Bisogna avviare subito un nuovo progetto”

Il Consigliere federale Ueli Maurer, direttore del dipartimento federale delle finanze

“Bisogna avviare subito un nuovo progetto”
Il Consigliere federale Ueli Maurer, direttore del dipartimento federale delle finanze

“Bisogna avviare subito un nuovo progetto”

Il Consigliere federale Ueli Maurer, direttore del dipartimento federale delle finanze

BERNA - Dopo lo scacco matto alla terza riforma dell'imposizione delle imprese (vedi suggeriti) bisogna avviare subito un nuovo progetto, il consigliere federale Ueli Maurer non crede che sarà però possibile metterlo in vigore prima del 2021. Rinviato anche un eventuale nuovo programma di risparmi.

La Svizzera ha promesso di sopprimere nel 2019 gli statuti speciali criticati a livello internazionale, ma non sarà possibile mantenere tale promessa in quanto ci vorranno almeno due anni prima che Cantoni e Confederazione possano regolare i dettagli di applicazione di una riforma.

Il Consiglio federale, secondo Maurer, potrebbe presentare un nuovo pacchetto al Parlamento entro fine anno, però ci vorrà sicuramente più tempo. I lavori preparatori inizieranno nei prossimi giorni - ha assicurato il ministro delle finanze - sebbene non si potrà fare tutto dall'oggi al domani. Ci sarà un'analisi approfondita, insieme ai Cantoni, per trovare nuove soluzioni, associando ai lavori anche le città.

Maurer non è entrato nel dettaglio di quali potrebbero essere le modalità e la sostanza della nuova riforma, ma non ha escluso contropartite finanziarie agli sgravi fiscali, pur riconoscendo che il margine di manovra è stretto. L'intento è di mantenere attrattiva la Svizzera di fronte alla concorrenza internazionale.

Prima della votazione Maurer aveva minacciato di far partire subito un vasto programma di economie per compensare le perdite fiscali che sarebbero derivate dal no popolare. Questa prospettiva si va allontanando. Una simile misura dovrebbe venir decisa se proseguisse l'incertezza giuridica e se le aziende dovessero voltare le spalle alla Svizzera.

Persistono vari pericoli, secondo il consigliere federale: il nostro Paese potrebbe sparire dal radar delle aziende internazionali, che potrebbero investire di meno o addirittura lasciare il territorio della Confederazione, con perdite fiscali per la Confederazione e i Cantoni. A suo parere la pressione internazionale si accentuerà.

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