Consiglio nazionale

Bocciate iniziative pesticidi, «no» anche al controprogetto

Le proposte sono state considerate estreme e metterebbero in pericolo le coltivazioni biologiche - Forte aumento della fornitura dall’esterno come conseguenza

Bocciate iniziative pesticidi, «no» anche al controprogetto
(Foto Maffi)

Bocciate iniziative pesticidi, «no» anche al controprogetto

(Foto Maffi)

BERNA - Le due iniziative popolari che chiedono di limitare l’uso di pesticidi vanno bocciate perché estreme. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale, dopo un dibattito durato quasi nove ore, respingendo nel contempo anche l’eventualità di affiancarle dei controprogetti indiretti. Il «no» alle due iniziative - l’una chiede di concedere i pagamenti diretti soltanto a chi rinuncia all’uso di prodotti fitosanitari (bocciata con 130 voti contro 58) e l’altra di vietare l’utilizzo di pesticidi e l’importazione di derrate prodotte in questo modo (respinta con 131 voti contro 54) - è venuto dallo schieramento borghese. Il campo rosso-verde le ha sostenute, ma principalmente perché deluso dalla bocciatura dei controprogetti.

Le due proposte di modifica costituzionale sono troppo radicali, ha sostenuto il direttore dell’Unione svizzera dei contadini Jacques Bourgeois (PLR/FR). Le iniziative sono talmente estreme che metterebbero addirittura in pericolo le coltivazioni biologiche. Anche l’allevamento di polli e maiali non sarebbe più possibile in Svizzera, ha sostenuto. La conseguenza sarebbe un forte aumento delle forniture dall’estero. Ogni chilogrammo prodotto in meno dovrà infatti essere importato, ha affermato Albert Rösti (UDC/BE). Ciò è però in contraddizione con il decreto federale sulla sicurezza alimentare approvato dal popolo con il 78% dei voti (nel settembre del 2017, ndr), ha sottolineato il democentrista.

Da parte sua, Fabio Regazzi (PPD/TI) ha ricordato come grazie agli sforzi del settore l’utilizzo di prodotti fitosanitari nell’agricoltura convenzionale sia scesa del 27% in dieci anni, per il glifosato si parla di un meno 45%, mentre l’impiego di antibiotici per gli animali da reddito sia calato del 50%. In questo senso non c’è il bisogno di elaborare controproposte poiché le misure già adottate rispondono al bisogno di agire odierno: «le basi legali e i piani d’azione per ridurre l’uso dei pesticidi già ci sono», ha affermato Marco Romano (PPD/TI). Il Consiglio federale non è infatti rimasto con le braccia incrociate, ha precisato il consigliere federale Guy Parmelin ricordando le misure adottate e previste dal governo nel quadro della Politica agricola 2022+ e nel Piano d’azione dei prodotti fitosanitari.

Questi strumenti permetteranno di rispondere alle preoccupazioni degli iniziativisti, ha aggiunto il ministro dell’economia. Per Marco Chiesa (UDC/TI) il controprogetto è dunque «completante inutile e non necessario» e farebbe solo ritardare l’applicazione delle misure già previste. Il piano d’azione previsto nella Politica agricola 2022+ non è invece soddisfacente visto che non è giuridicamente vincolante, ha replicato Silva Semadeni (PS/GR). Non permette insomma di rispondere alle preoccupazioni della popolazione «che chiede a gran voce misure efficienti». Per la grigionese serve quindi «una risposa convincente». Per Roger Nordmann (PS/VD) i controprogetti si giustificano anche per non limitare gli sforzi in atto per diminuire l’uso dei pesticidi alla sola agricoltura. Si potrebbe così tener conto anche del loro utilizzo in altri campi come nei giardini privati o ai bordi delle strade.

Oltre allo schieramento rosso-verde, anche alcuni deputati borghesi hanno difeso i controprogetti. «Occorre tener conto delle preoccupazioni diffuse in merito ai rischi legati all’impiego di prodotti fitosanitari», ha ad esempio affermato - già ieri - Giovanni Merlini (PLR/TI). Anche per Roberta Pantani (Lega/TI) è ragionevole proporre controproposte per non correre il rischio che le iniziative vengano accettate dal popolo. Al voto, le idee di affiancare dei controprogetti alle due proposte di modifiche costituzionali sono però state bocciate (con rispettivamente 116 voti contro 78 e 120 voti contro 71). Respinta, con 111 voti contro 78 e 4 astensioni, anche l’eventualità di rinviare le due iniziative in commissione con l’incarico di preparare delle controproposte. Il dossier passa ora agli Stati.

Cosa chiedono le iniziative e i controprogetti
L’iniziativa popolare «Acqua potabile pulita e cibo sano - No alle sovvenzioni per l’impiego di pesticidi e l’uso profilattico di antibiotici (Iniziativa sull’acqua potabile)» chiede che i pagamenti diretti siano erogati soltanto alle aziende agricole che non impiegano pesticidi, non fanno un uso profilattico di antibiotici nella detenzione di animali e possono nutrire le loro bestie con il foraggio prodotto nell’azienda. L’iniziativa «Per una Svizzera senza pesticidi sintetici» chiede di vietare l’uso di queste sostanze nella produzione agricola, nella cura del suolo e del paesaggio. Propone inoltre di proibire l’importazione a fini commerciali di derrate alimentari contenenti pesticidi sintetici o per la cui produzione sono stati utilizzati tali pesticidi.

I controprogetti, chiesti da una minoranza della commissione, miravano in particolare a dimezzare i rischi connessi all’impiego di prodotti fitosanitari mediante adeguamenti a livello di legge, a promuovere soluzioni alternative alla protezione chimica dei vegetali e a ridurre l’apporto di additivi nelle falde acquifere.

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