WASHINGTON

Cassis a Washington per l’accordo di libero scambio con gli Stati Uniti

Il ministro svizzero degli Esteri ha incontrato il suo omologo Mike Pompeo e il consigliere per la sicurezza nazionale americana John Bolton

Cassis a Washington per l’accordo di libero scambio con gli Stati Uniti
(AP Photo/Alex Brandon)

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WASHINGTON - Dopo un incontro con l'omologo statunitense Mike Pompeo, il ministro degli Esteri Ignazio Cassis si è detto convinto che un accordo di libero scambio tra la Svizzera e gli Stati Uniti potrebbe presto essere negoziato. Sia Pompeo che il Consigliere per la sicurezza nazionale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, John Bolton, gli hanno confermato che anche gli Stati Uniti desideravano un accordo di libero scambio. Spetta ora alla Svizzera presentare proposte concrete. Le risorse degli americani per lavorare su un accordo sono attualmente limitate, poiché la successione del patto commerciale NAFTA tra Stati Uniti, Canada e Messico risulta prioritario. "Al mio ritorno a Berna incontrerò il capo del Dipartimento federale dell’economia Guy Parmelin e gli dirò esattamente quello che abbiamo discusso qui", ha detto Cassis ai rappresentanti dei media a Washington giovedì.

Ruolo importante della Svizzera

Con Pompeo e Bolton, Cassis anche discusso della situazione in Iran dopo il ritiro degli Stati Uniti dal patto nucleare, poiché la Svizzera da anni ha rappresentato gli interessi degli Stati Uniti nella Repubblica islamica dell’Iran. Durante il discorso con Pompeo si è toccata anche la questione venezuelana, dove il presidente dell’Assemblea Nazionale Juan Guaidò ha assunto i poteri dell’Esecutivo, ma il presidente Nicolas Maduro detiene il potere.

Né Pompeo né Bolton hanno fatto pressione sulla Svizzera per riconoscere Guaidó come presidente ad interim del Venezuela. «Sanno esattamente quale posizione ha la Svizzera e questa è rispettata. Monitoriamo la situazione da vicino e rimaniamo in attesa degli sviluppi», ha sottolineato Cassis. È possibile venga richiesto che la Svizzera subentri come mediatore, e il paese con i suoi buoni uffici sarebbe disposto a collaborare in questo senso, ha continuato il ministro degli Esteri svizzero. Una richiesta per questi servizi non è però finora stata formulata.

Gli incontri a Washington si sono svolti in un’atmosfera tranquilla e amichevole, ha poi detto Cassis notando che Bolton e Pompeo, entrambi considerati intransigenti, hanno la stessa linea. «Hanno utilizzato le medesime parole facendo alcune affermazioni», ha detto il consigliere federale giovedì a Washington. «È un buon segno per qualsiasi governo se i ministri dicono la stessa cosa».

Un gesto speciale

Parlando con i rappresentanti democratici, che Cassis ha pure incontrato a Washington, le tensioni tra le due parti degli Stati Uniti sono apparse evidenti. La senatrice del Minnesota Amy Klobuchar si è inoltre detta emozionata dell’incontro con Cassis poiché la copresidente del Circolo degli amici della Svizzera al Senato, che ha radici svizzere, sta pensando di candidarsi come presidente.

Il primo incontro con un ministro degli Esteri svizzero a Washington in quasi 10 anni è valso anche un breve comunicato stampa al Dipartimento di Stato americano. In seguito, le parti hanno anche discusso la necessità di riformare le organizzazioni multilaterali.

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