Trattato

Cassis accusato di non voler firmare l’accordo sulla proibizione delle armi nucleari

Il trattato approvato anche dalla Svizzera nel 2017, rischia di non essere sottoscritto e il parlamentare socialista Carlo Sommaruga critica Cassis di prendere ordini da altri Paesi.

Cassis accusato di non voler firmare l’accordo sulla proibizione delle armi nucleari
(Foto Keystone)

Cassis accusato di non voler firmare l’accordo sulla proibizione delle armi nucleari

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Una mozione depositata in Parlamento dal deputato socialista Carlo Sommaruga (PS/GE), richiede che la Svizzera firmi al più presto il trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TIAN), approvato anche dalla Confederazione insieme ad altri 121 Stati nel luglio 2017, al palazzo di vetro dell’ONU a New York.

La richiesta del parlamentare ginevrino, come riporta il quotidiano romando Le Matin, è stata fatta dopo la dichiarazione del Consigliere federale Ignazio Cassis, lo scorso 28 febbraio, dove ha dichiarato che «sarà necessario chiarire alcune questioni tecniche, giuridiche e politiche importanti riguardo il trattato. Il Consiglio federale difatti, teme che con la firma del TIAN non vengano più rispettati certi impegni o che il nuovo accordo indebolisca norme, strumenti o forum già esistenti, come il trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari».

Sebbene la firma del trattato sia stata approvata sia dal Consiglio nazionale (100 voci contro 86 a giugno 2018) che dal Consiglio degli Stati (24 voci contro 15 a dicembre), il capo del DFAE, incaricato di sottoporre il trattato per la firma definitiva al Consiglio federale, non ha ancora mosso un dito.

Lunedì, durante la sessione plenaria del Parlamento infatti, Sommaruga ha fatto notare a Cassis il suo disappunto. Il ticinese si difende prendendo un esempio della Svezia, che ha di recente rivalutato l’accordo dopo la pubblicazione di uno studio nazionale che lo avrebbe sconsigliato. «Il Consiglio federale si chinerà sul trattato TIAN durante la primavera 2019, con l’obiettivo di rispondere alla mozione in maniera adeguata» ha commentato Cassis, citato ancora da Le Matin.

La risposta del socialista non si è fatta attendere, che ha accusato direttamente Cassis di prendere ordini dalla Svezia: «Tutti gli argomenti sono stati discussi davanti alle camere. A meno che la Svezia non dia gli ordini al Consiglio federale, questo è un argomento infondato. Ciò rappresenta il disprezzo che ha nei confronti di una decisione del Parlamento e di una volontà sostenuta anche dalla Croce Rossa internazionale, nonché dalla popolazione».

Infine, interpellata ancora da Le Matin, la co-fondatrice della Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (ICAN) sostiene che «fare riferimento a un’analisi svedese in un contesto politico del tutto differente non ha senso. La Svizzera, che proibisce le armi nucleari nella sua legislazione interna, deve impegnarsi anche a livello internazionale, dando un segnale chiaro e senza tergiversare, soprattutto quando si vede come si comportano i Paesi in possesso di un’arma nucleare».

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