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Cassis-Glencore: scoppia la polemica

Ad alcuni membri del Partito socialista non sono piaciute le dichiarazioni del consigliere federale durante il suo viaggio in Zambia

Cassis-Glencore: scoppia la polemica
(Foto Reguzzi)

Cassis-Glencore: scoppia la polemica

(Foto Reguzzi)

BERNA - Nuovo episodio nella polemica che vede contrapposti membri del Partito socialista (PS), con in testa il presidente Christian Levrat, e il consigliere federale Ignazio Cassis, attualmente in Africa per un viaggio di cinque giorni. Colpevole stavolta è un tweet di Glencore in cui la società si fa pubblicità utilizzando le parole di elogio pronunciate martedì dal ticinese durante la visita a una - contestata - miniera di rame situata nello Zambia. Su Twitter Cassis si è detto impressionato dagli sforzi per la modernizzazione dell’impianto di Glencore e per la formazione dei giovani in questo Paese africano. Glencore è accusata da varie ONG e media di inquinare l’ambiente e, per di più, di non pagare tasse nel Paese africano. Poco dopo aver rilasciato questa dichiarazione, la multinazionale con sede a Zugo ha diffuso un tweet pubblicitario a pagamento in cui ricorda la visita di Cassis e loda il proprio sistema di formazione di studenti e impiegati, come si può leggere sul «Tages-Anzeiger» in edicola oggi. Glencore, per bocca di una portavoce citata dal quotidiano, si è detta contenta della visita del consigliere federale, aggiungendo che col tweet intendeva enfatizzare il buon lavoro fatto nello Zambia dal management della miniera.

L’autopromozione di Glencore ha fatto arricciare il naso al consigliere nazionale Carlo Sommargua (PS/GE), dettosi «profondamente scioccato», dal momento che Cassis dovrebbe occuparsi soprattutto delle relazioni politiche, della situazione dei diritti umani e dell’aiuto allo sviluppo, invece di economia. In un tweet, il presidente del PS, Christian Levrat, non tenero col ministro degli esteri negli ultimi mesi perché giudicato troppo vicino all’UDC, si chiede retoricamente se i responsabili di Cassis agli esteri prima di lui avrebbero fatto la stessa cosa, ossia visitare un’azienda nel mirino delle critiche. Stando al giornale, la visita di Cassis cade in un momento politicamente delicato, giacché il parlamento sarà presto chiamato a pronunciarsi sull’iniziativa «Per imprese responsabili». L’iniziativa chiede che le imprese che hanno la loro sede statutaria, l’amministrazione centrale o il centro d’attività principale in Svizzera debbano rispettare, sia nella Confederazione che all’estero, i diritti umani riconosciuti e le norme ambientali internazionali. Da mesi società come Glencore conducono una campagna autopromozionale, soprattutto allo scopo di ottenere un’applicazione moderata dell’iniziativa, scrive il quotidiano zurighese.

Per Beat Gerber, portavoce di Amnesty International Svzzera, la visita di Cassis nella miniera di rame «lascia un retrogusto» amaro. Da anni, la miniera visitata da Cassis è al centro delle critiche. Media e ONG rimproverano a Glencore di non pagare imposte nello Zambia, di avvelenare la popolazione locale e di distruggere l’ambiente. La stessa Glencore ha ammesso, secondo il giornale, di non pagare un centesimo di tasse nel Paese. Secondo un portavoce della ONG Public Eye citato dal «Tagi», Oliver Classen, Glencore è oggi parte dei problemi dello Zambia, non parte della soluzione».

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