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«Chiudere i valichi di notte non diminuisce la criminalità»

Maurer risponde a Pantani durante l’ora delle domande - Il Governo comprende la posizione ticinese, ma non ci sono i segnali giusti per soddisfare la richiesta della leghista

 «Chiudere i valichi di notte non diminuisce la criminalità»
Nulla da fare per Roberta Pantani. Per il Consiglio federale non ci sono le premesse giuste per una chiusura notturna dei valichi secondari tra Svizzera e Italia. (Foto Maffi)

«Chiudere i valichi di notte non diminuisce la criminalità»

Nulla da fare per Roberta Pantani. Per il Consiglio federale non ci sono le premesse giuste per una chiusura notturna dei valichi secondari tra Svizzera e Italia. (Foto Maffi)

Il Consiglio federale comprende bene quali siano la posizione e la situazione del Ticino e può capire il desiderio di una chiusura notturna di alcuni valichi. Ma i passati progetti pilota dimostrano che tale sbarramento non ha per conseguenze una diminuzione della criminalità. Così il «ministro» delle finanze Ueli Maurer ha risposto durante l’ora delle domande in Parlamento a un quesito della ticinese Roberta Pantani. Con la sua domanda la deputata leghista ha voluto sottolineare la necessità di una chiusura notturna dei valichi, chiedendo che la sua mozione «Chiusura notturna dei valichi secondari tra Svizzera e Italia» venga attuata. L’oggetto, adottato da entrambe le Camere nel 2014, chiama il Governo a «prendere provvedimenti affinché, per migliorare il controllo e il presidio del territorio da parte della polizia e delle guardie di confine, si possa ottenere, in collaborazione con le autorità italiane, la chiusura notturna dei valichi di confine secondari tra Svizzera e Italia». Nella sua domanda, Pantani ha ricordato i recenti attacchi a bancomat verificatisi a Coldrerio e Arzo: «Considerato l’acuirsi della situazione sul fronte della criminalità nel Mendrisiotto, con rapine ai bancomat durante la notte, proprio nelle vicinanze di valichi secondari, da cui facilmente i malfattori possono transitare, e considerato che il Cantone ha posato delle barriere “da chiudere secondo i bisogni“, non pensa il Consiglio federale di procedere all’attuazione della mia mozione, al fine di migliorare nella zona la sicurezza delle persone e delle cose?».

Dal primo aprile al 30 settembre 2017 il Corpo delle Guardie di confine aveva chiuso tre valichi. Dal progetto pilota, svolto in collaborazione con le autorità ticinesi, è risultato che una chiusura a livello cantonale dei valichi di confine non avrebbe una incidenza di rilievo sul tasso di criminalità. «Come emerso da colloqui con l’Italia, la chiusura notturna avrebbe invece effetti negativi sulla collaborazione in ambito migratorio», ha aggiunto Maurer.

Per questa ragione il Consiglio federale ha deciso di adottare altre misure, come quella di munire i valichi di confine secondari di barriere che vengono chiuse solo in caso di necessità. Inoltre i conducenti vengono sorvegliati da telecamere mentre entrano ed escono dal nostro Paese.

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