«Con il fotovoltaico e l’efficienza indipendenza energetica ed emissioni ridotte del 90%»

Clima ed edilizia

È quanto emerge da uno studio della Solar Agentur Schweiz – Viene chiesto al Consiglio federale di proporre soluzioni basate sui risultati

«Con il fotovoltaico e l’efficienza indipendenza energetica ed emissioni ridotte del 90%»
(Foto Maffi)

«Con il fotovoltaico e l’efficienza indipendenza energetica ed emissioni ridotte del 90%»

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BERNA - Quello degli edifici è il settore chiave per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi. Questo a causa delle gravi perdite di energia e sprechi che ancora si hanno in questo ambito. Un concetto enfatizzato ieri a Berna dai copresidenti della Solar Agentur Schweiz, i consiglieri nazionali Christoph Eymann (PLD/BL) Priska Seiler Graf (PS/ZH) e Leo Müller (PPD/LU), che davanti ai giornalisti hanno presentato uno studio commissionato dalla stessa agenzia e a cui hanno lavorato l’Alta scuola d’architettura e l’Università ginevrine, la Scuola universitaria professionale Nordwestschweiz e l’Università Paris C.

La revisione totale della legge sul CO2, già affrontata ma finita in un nulla di fatto al Nazionale e presto discussa dalla Camera alta, prevede sì delle misure in questo ambito, ma non ancora nella direzione più efficace. I tre politici si rivolgono al Governo chiedendo di presentare al Parlamento un progetto che possa concretizzare quanto deciso nell’accordo di Parigi. Secondo le loro argomentazioni, che si basano sui risultati dello studio, togliendo il focus da altri ambiti meno adatti per raggiungere lo scopo e con un maggiore sostegno del fotovoltaico si riuscirebbe a mettere più velocemente in pratica una politica energetica capace di fare mantenere alla Svizzera le sue promesse. Non si tratta di aumentare le sovvenzioni attuali, ma di ridistribuirle, hanno spiegato. Ciò si confarebbe inoltre meglio al principio di proporzionalità previsto dalla Costituzione, hanno aggiunto.

Come affermato da Eymann, l’energia solare in Svizzera «ha 4,5 volte più potenziale energetico della forza idrica». Secondo lo studio, grazie a edifici a basso consumo energetico e lo sfruttamento totale dei tetti, da coprire interamente con pannelli solari, le emissioni di CO2 potrebbero essere ridotte del 90%. E nell’arco di 25 anni questi investimenti porterebbero circa 100 miliardi di risparmi. Dall’attuale situazione di dipendenza di energia prodotta all’estero si potrebbe arrivare ad una indipendenza in un lasso di tempo fra i 24 fino ai 55 anni.

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