Consiglio dei diritti umani, risoluzioni elvetiche per le donne

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In occasione della 41a sessione, la Svizzera ha avanzato proposte volte a eliminare le disparità salariali e a migliorare l’accesso alla giustizia per le vittime di matrimoni forzati e precoci

Consiglio dei diritti umani, risoluzioni elvetiche per le donne
Doru Costea, attuale presidente del Consiglio dei diritti umani. (Foto Wikipedia)

Consiglio dei diritti umani, risoluzioni elvetiche per le donne

Doru Costea, attuale presidente del Consiglio dei diritti umani. (Foto Wikipedia)

BERNA - Si conclude oggi a Ginevra la 41a sessione del Consiglio dei diritti umani (CDU), in cui state accolte anche due risoluzioni presentate dalla Svizzera: la prima relativa ai matrimoni precoci e forzati e la seconda a favore della parità salariale.

La prima proposta della Svizzera, in cooperazione con numerosi Stati partner, punta ad analizzare le conseguenze dei matrimoni precoci e forzati sulle donne e le bambine, e chiede all’Alto Commissariato dell’ONU per i diritti umani di presentare le misure disponibili affinché le vittime possano accedere alla giustizia a livello nazionale e locale.

La seconda iniziativa incoraggia gli Stati ad adottare misure concrete per eliminare le disparità di genere in tutti i settori e ha goduto di ampio sostegno da parte degli Stati ed è stata adottata per consenso.

Il CDU ha inoltre portato avanti il suo intervento sulla situazione in materia di diritti umani in numerosi Paesi quali la Bielorussia, l’Eritrea, il Nicaragua, la Siria e il Venezuela. È stata anche approvata una nuova risoluzione sulle Filippine, che fa appello al Governo di questo Paese per prevenire le sparizioni forzate e le esecuzioni extragiudiziarie e lo invita a svolgere inchieste indipendenti a questo proposito.

In questa sessione, la Svizzera si è particolarmente impegnata per il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario – quando questo si applica – nei conflitti. Nello specifico ha ribadito l’importanza del rispetto dei diritti umani per evitare che i conflitti si inaspriscano.

La Svizzera ha infine colto l’occasione offerta dai numerosi dialoghi con i relatori speciali e gli esperti indipendenti per sottolineare l’importanza del loro lavoro, in quanto sono proprio queste persone - incaricate dal CDU di stilare rapporti su questioni tematiche specifiche o sulla situazione in un determinato Paese - a fornire un contributo importante alla promozione, al rispetto e all’attuazione dei diritti umani nel mondo. La Svizzera si è impegnata attivamente per il rinnovo dei mandati di vari relatori speciali, tra cui quelli sul diritto di riunione pacifica e di associazione, sulla violenza contro le donne nonché quelli sulla situazione in Bielorussia e in Eritrea.

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