Da una giornata al cardiopalma, emerge una gran voglia di cambiamento

I due protagonisti

Grazie a soli 45 voti più di Lombardi, Marina Carobbio sarà la prima donna ticinese nella Camera dei Cantoni - Al centro delle preoccupazioni della macchina da voti Marco Chiesa, l’altro rappresentante nostrano agli Stati, ci saranno i costi della salute e il mercato del lavoro

Da una giornata al cardiopalma, emerge una gran voglia di cambiamento
© CdT/Gabriele Putzu

Da una giornata al cardiopalma, emerge una gran voglia di cambiamento

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«Non riesco ancora a crederci, dedico questa vittoria a tutte le donne». È una Marina Carobbio visibilmente emozionata quella che incontriamo a Bellinzona, stretta nel l’abbraccio dei sostenitori. Sì perché i supporter accorsi alla Casa del popolo per complimentarsi con la prima donna ticinese eletta al Consiglio degli Stati sono stati tantissimi.

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Quel distacco da 45 schede

«È un’emozione enorme anche perché fino all’ultimo minuto i giochi erano aperti», ci dice la neo eletta al termine di una giornata al cardiopalma che l’ha vista prevalere sul senatore uscente Filippo Lombardi (PPD) per 45 voti (36.469 le preferenze raccolte da Carobbio). «Penso che i ticinesi abbiano voluto lanciare un chiaro messaggio ribadendo come, in democrazia, sia giusto che donne e uomini siano equamente rappresentati». Allo stesso modo, per Carobbio il fatto che gli elettori abbiano premiato gli esponenti dei due poli opposti «è un segnale che ci sono dei grossi problemi in Ticino. Penso ad esempio al mercato del lavoro con un ceto medio e medio-basso che fa fatica ad arrivare alla fine del mese a causa del peso sempre maggiore dei costi dell’alloggio e dei premi di cassa malati. In tal senso, credo che quello espresso alle urne sia un segnale di cambiamento: la responsabilità che ci viene data dagli elettori è tanta». E a chi teme che i due esponenti ai poli difficilmente riusciranno a fare fronte comune alla Camera alta Carobbio replica: «Agli Stati non ci siamo solo io e Chiesa, le maggioranze si faranno a dipendenza dei temi. Come d’altronde avviene già oggi».

Verso le Comunali

Da Berna al Ticino, dopo anni di turbolenze il fronte rosso-verde ha deciso di scendere in campo compatto per queste elezioni. Una scelta che, per Carobbio, «si è rivelata vincente. Finalmente si è capito che gli aspetti che ci accomunano sono molti di più delle differenze e quest’alleanza ha portato ai risultati sperati. L’abbiamo visto il 20 ottobre - quando abbiamo superato il 28% per il Nazionale - e lo vediamo oggi per gli Stati». Un’onda favorevole per l’area rosso-verde che la neo eletta auspica possa registrarsi anche in occasione delle elezioni comunali in agenda il 5 aprile 2020.

"Tanto l'affetto quante le responsabilità"

«Sono stato travolto da una valanga di affetto. Non mi aspettavo così tanto consenso. Lo potevo solo sperare. Ho una sensazione di riconoscenza verso i ticinesi che mi hanno dato fiducia. Una fiducia che però comporta anche grandi responsabilità, che mi prendo molto volentieri», ha commentato ieri Marco Chiesa arrivato primo tra i quattro candidati ticinesi con oltre 42.500 voti personali (Carobbio ne ha ottenuti poco meno di 36.500, 45 in meno di Lombardi, mentre Merlini è arrivato ultimo con con 33.278 preferenze).

«Non temo che i nostri voti si annullino»

Il neoeletto candidato UDC si concentra quindi sugli argomenti da portare a Berna in nome di questa responsabilità verso i ticinesi: «Penso al mercato del lavoro, ai costi della salute. Ci sono molti temi importanti da affrontare per il nostro cantone. Non temo il problema dell’annullamento dei voti tra me e Marina. Anche i due rappresentati precedenti avevano posizioni diverse. Da questo punto di vista non ho nessun dubbio che con la deputazione ticinese alle Camere potremo essere uniti a beneficio della popolazione ticinese. Certo, su altri argomenti, ad esempio sull’accordo quadro, io rimarrò sulle mie posizioni. Ma su altri temi potremo fare squadra, ad esempio sui costi della salute».

Premiati i profili chiari

Ma come mai i due poli sono usciti vincenti, mentre il centro ha perso? «I cittadini hanno voluto premiare dei profili chiari. Fino ad oggi sono stati rappresentati dei profili centristi. Evidentemente non erano più soddisfatti di questo tipo di politica, magari troppo rivolta al compromesso. I compromessi sono tipicamente svizzeri e non sono per forza negativi, ma su alcuni punti, specialmente su alcune problematiche che riguardano il nostro cantone, non è più possibile tergiversare. Il compromesso va bene, ma non a tutti i costi».

Ci saranno quindi nuovi equilibri con la Lega? «Devo ringraziare la Lega che mi ha sostenuto. Ma alla Camera dei Cantoni non basta convincere gli elettori della tua area politica. Bisogna convincere la popolazione di essere un politico di buon senso e pronto a sostenere le cause che stanno a cuore ai ticinesi. Priorità alla Camera alta? «Mi interessa trovare soluzioni ai premi di cassa malati, e sul mercato del lavoro. Ho due bambini, e vorrei che in futuro possano avere delle prospettive migliori di quelle che vediamo oggi». E Cassis? Non abbiamo mai masso iil naso negli affari degli altri partiti. Detto questo, l’azione politica di Cassis, rispetto alle promesse fatte, è stata piuttosto insoddisfacente».

© Keystone/Alessandro Crinari
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