votazioni

Domenica alle urne

A livello federale la popolazione dovrà esprimersi sull’iniziativa «Contro la dispersione degli insediamenti», mentre in Ticino sono quattro i temi alla prova del voto

Domenica alle urne
(Foto Reguzzi)

Domenica alle urne

(Foto Reguzzi)

BERNA - Quest’oggi la popolazione è chiamata a dire la sua per la prima volta in questo 2019. A livello federale si vota sull'iniziativa «Fermare la dispersione degli insediamenti – per uno sviluppo insediativo sostenibile (Iniziativa contro la dispersione degli insediamenti)». In sostanza, l’intento è di congelare a tempo indeterminato la superficie totale delle zone edificabili al livello odierno, oltre a voler iscrivere nella Costituzione - e dunque non più solo nella legge – le uniche eccezioni possibili. Gli autori dell’iniziativa – i Giovani Verdi – considerano infatti insufficiente la revisione della legge sulla pianificazione del territorio, accettata dai cittadini svizzeri nel 2013, il cui scopo era di tenere sotto controllo le costruzioni, definendo le zone edificabili per un periodo di 15 anni.

Il Consiglio federale e il Parlamento, ritengono che il progetto dei Giovani Verdi sia nocivo alle esigenze della popolazione e dell’economia, oltre che a non tener conto delle competenze dei Cantoni e dei comuni in materia di pianificazione del territorio.

Domenica alle urne

Poker di temi in Ticino

In Ticino la popolazione è chiamata a esprimersi su un poker di temi cantonali: i diritti politici dei ticinesi all'estero, i termini per la raccolta di firme legate all'esercizio dei diritti popolari, il voto popolare in caso di iniziative popolari legislative e i progetti con varianti per le revisioni parziali della Costituzione cantonale.

1. Per quanto concerne il diritto di voto dei ticinesi all’estero, in caso di un sì alle urne questo verrebbe allineato alle disposizioni oggi in vigore per gli svizzeri che vivono al di fuori dei nostri confini. Nel dettaglio, con la revisione della Costituzione per poter votare dall’estero i ticinesi dovranno soddisfare tre requisiti: avere l’attinenza di un comune ticinese, essersi annunciati alla rappresentanza svizzera e, infine, avere avuto un comune ticinese quale ultimo domicilio prima della partenza all’estero.

2. A spiccare è poi la proposta di aumentare i giorni a disposizione per raccogliere le firme in caso di referendum, iniziativa popolare legislativa e costituzionale. Dal 1998, data della revisione totale della Costituzione cantonale, per un referendum servono 7.000 firme valide in 45 giorni. In futuro si vorrebbe poter concedere 60 giorni per raggiungere il medesimo numero di sottoscrizioni. Per un’iniziativa legislativa (che oggi conta 60 giorni e 7.000 firme necessarie) si propone di estendere fino a 100 il numero di giorni disponibili. Stesso numero di giorni si chiede anche per un’iniziativa costituzionale (per cui ora servono 10.000 firme in 60 giorni).

3. Le iniziative popolari generiche sono invece al centro di un altro oggetto in votazione. Nel dettaglio, si propone di «allineare la procedura dell’iniziativa generica a quella dell’iniziativa elaborata». Così facendo il testo - se accolto dal Gran Consiglio - non verrebbe sottoposto al popolo qualora i promotori decidessero di tirare dritto e non ritirare l’iniziativa

4. Ultimo oggetto concerne poi la possibilità di «sottoporre al popolo due varianti nell’ambito di una revisione della Costituzione cantonale». Possibilità questa che oggi esiste solo nel caso di revisioni parziali della Magna charta e che si vorrebbe introdurre anche per revisioni totali, in modo tale da «consentire ai cittadini di esprimersi su più possibili varianti».

In Ticino, infine, si designano anche i giudici di pace, e i giudici di pace supplenti, in funzione del periodo 2019-2029. In ciascuno dei 38 circoli del cantone si procede alle elezioni col sistema maggioritario.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Politica
  • 1