Droni: per meno rumore bisognerà attendere il 2020

CONFINE

Slitta la fornitura dei nuovi apparecchi - A pattugliare la frontiera per un po’ saranno elicotteri

Droni: per meno rumore bisognerà attendere il 2020
Un modello di Elbit Hermes 900. (Foto Shutterstock)

Droni: per meno rumore bisognerà attendere il 2020

Un modello di Elbit Hermes 900. (Foto Shutterstock)

BERNA - Chi sperava nell’arrivo dei nuovi droni per avere un po’ più di pace nelle ore notturne dovrà pazientare ancora. I nuovi droni d’esplorazione del tipo Elbit Hermes 900 (che secondo l’esercito saranno meno rumorosi degli attuali Ranger, prodotti dalla RUAG attraverso una joint venture svizzero-israeliana), usati per i controlli sul confine elvetico, giungeranno con almeno 7 mesi di ritardo. I vecchi Ranger saranno però mandati in pensione secondo i piani, a partire da novembre. A vigilare provvisoriamente sulla frontiera saranno elicotteri. Questi potranno continuare a pattugliare anche di notte, conferma al CdT il portavoce di Armasuisse Kaj-Gunnar Sievert. Il rumore generato dovrebbe però aumentare. Anche se, con l’arrivo dei primi giorni autunnali e il calo delle temperature le finestre delle case di notte dovrebbero rimanere chiuse, diversamente dal periodo di canicola dei mesi scorsi.

Certificazione sottovalutata

Dalla fine dell’anno, insomma, il confine svizzero sarà controllato da elicotteri e non da droni militari. Il ritardo nella fornitura degli Hermes 900 è dovuto al fatto che il produttore, la Elbit Systems, ha sottovalutato la certificazione dei nuovi velivoli. A riferirlo per prime sono state le testate del gruppo editoriale Tamedia, che citano lo stesso portaparola.

L’esercito ha ordinato i nuovi apparecchi senza pilota nel 2015. La consegna era prevista nel corso del 2019. Una prima fornitura parziale è prevista per dicembre. Tuttavia, prima di poter impiegare i velivoli in Svizzera, il personale operativo elvetico dovrà ancora essere formato. Inoltre, i droni necessitano ancora dell’ok delle autorità competenti e ciò, per Armasuisse, ci vorrà più tempo del previsto. I nuovi droni dovrebbero quindi essere operativi a partire dal terzo trimestre del 2020.

I ritardi, ha spiegato ancora Sievert all’agenzia di stampa Keystone-ATS, vengono considerati «normali» e parte di ogni contratto. Il produttore israeliano Elbit potrebbe però incorrere in una penale. Al momento non sono ancora state prese decisioni a riguardo, precisa il portavoce.

I droni sono utilizzati principalmente dalle guardie di confine nella lotta al contrabbando, al traffico di migranti e alla criminalità organizzata. Tutti compiti che dovranno essere svolti per i prossimi mesi con l’ausilio di elicotteri. Rumore a parte, questi mezzi presentano altri svantaggi: possono infatti restare in aria meno tempo e consumano più carburante. Secondo l’esercito, tuttavia, questa soluzione non dovrebbe provocare costi aggiuntivi.

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