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Energia idroelettrica: «Semplificare il rinnovo delle concessioni»

Il Consiglio federale sostiene un progetto commissionale che evita ai gestori costi sproporzionati per le compensazioni ambientali

Energia idroelettrica: «Semplificare il rinnovo delle concessioni»
Foto archivio

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BERNA - Il Consiglio federale sostiene un progetto commissionale che semplifica le procedure in occasione del rinnovo delle concessioni per impianti idroelettrici ed evita ai gestori costi sproporzionati per compensazioni ambientali. Il governo ha pubblicato oggi il suo parere in merito al disegno di legge che attua un’iniziativa parlamentare del consigliere nazionale e presidente dell’UDC Albert Rösti (BE).

In occasione del rinnovo della concessione di diritti d’acqua a una centrale idroelettrica a bacino d’accumulazione o a una centrale idroelettrica a filo d’acqua con una potenza superiore a 3 megawatt (MW) deve essere realizzato un esame dell’impatto sull’ambiente (EIA) e quindi stabilito un cosiddetto «stato iniziale» che serve come riferimento per definire eventuali misure di compensazione ambientale.

Questa nozione di riferimento non è ben precisata nel diritto, ma ai sensi della Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN), «nel caso di rinnovo della concessione lo stato iniziale degli spazi vitali degni di protezione equivale alla situazione che si sarebbe prefigurata qualora la concessione precedente non fosse mai stata rilasciata e l’impianto non fosse mai stato realizzato», scrive il Consiglio federale nella sua presa di posizione odierna. Questo implica, spiega il governo, che in occasione del rinnovo di una concessione il gestore di un impianto idroelettrico sarebbe tenuto a realizzare compensazioni ambientali enormi.

«Ne deriverebbero costi ingenti e la produzione di energia idroelettrica diventerebbe costosissima», scrive Rösti nel suo atto parlamentare, depositato nel 2016. La Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia (CAPTE) del Consiglio nazionale ha fatto proprie le preoccupazioni del deputato democentrista e dopo un lungo iter legislativo, comprendente anche una procedura di consultazione, ha adottato una modifica della Legge sulle forze idriche (LUFI) che definisce lo «stato iniziale» come quello delle condizioni ambientali vigenti al momento della domanda di rinnovo della concessione.

«Il Consiglio federale accoglie con favore la conseguente certezza del diritto nonché la semplificazione delle procedure. Queste novità sono di fondamentale importanza, visto e considerato che nei prossimi decenni si dovranno rinnovare numerose concessioni delle centrali idroelettriche esistenti», si legge nella documentazione pubblicata dall’esecutivo.

La certezza del diritto è giudicata un aspetto centrale. Nei casi in cui recentemente sono state rinnovate concessioni è infatti stato difficile, nel quadro dell’EIA, stabilire quale fosse il valore ecologico del sito prima della costruzione di una centrale. Ciò ha dato adito a controversie tra gestore e autorità.

Una minoranza della CAPTE, costituita da deputati di PS, Verdi e Verdi liberali, propone che in occasione del rinnovo delle concessioni vengano concordate o ordinate, «per quanto possibile e proporzionato», misure a favore della natura e del paesaggio per i biotopi influenzati dall’esistenza della centrale idroelettrica. «Solo se alla fine di eque trattative non si è giunti a un accordo, l’ente pubblico può adottare misure» e «ai Cantoni viene data la possibilità di trovare entro i limiti delle disposizioni legali soluzioni appropriate nei singoli casi». Il Consiglio federale sostiene la proposta della minoranza.

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