Figli agli studi: la deduzione deve salire a 10’000 franchi

Consiglio nazionale

Il Parlamento l’ha ribadito oggi e il dossier torna quindi agli Stati

Figli agli studi: la deduzione deve salire a 10’000 franchi
Foto Archivio CdT

Figli agli studi: la deduzione deve salire a 10’000 franchi

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La deduzione generale per i figli minorenni, che fanno un apprendistato o degli studi va portata da 6’500 a 10’000 franchi. Lo ha ribadito oggi il Consiglio nazionale discutendo, a livello di divergenze, dell’aumento del tetto massimo delle detrazioni fiscali per la cura dei figli complementare alla famiglia.

Quest’ultimo aspetto, ossia l’aumento da 10’100 a 25’000 franchi delle deduzioni per la custodia della prole al di fuori della famiglia, è già stato approvato da entrambe le camere. Questo progetto, che concerne unicamente l’imposta federale diretta (IFD), mira a migliorare la conciliabilità tra lavoro e famiglia e si iscrive nell’iniziativa nata per contrastare la penuria di personale indigeno qualificato.

Non c’è invece intesa sull’aumento della deduzione generale per figli, approvata dal Nazionale in prima lettura su proposta di Philipp Kutter (PPD/ZH) ma bocciata dagli Stati. «Perché creare una ingiustizia e non aiutare anche le famiglie che custodiscono i figli a casa rinunciando a un reddito?», si è chiesta la democentrista Sylvia Flückiger-Bäni (AG).

Il ministro delle finanze Ueli Maurer, pure lui UDC, ha criticato l’emendamento visto che non è stato oggetto di una procedura di consultazione: «volete spendere soldi senza sapere chi ne beneficerà?», si è domandato.

Tale decisione avrà anche ripercussioni per i cantoni, bisogna rispettare le regole del gioco e non prendere decisioni senza coinvolgerli, ha aggiunto il consigliere federale chiedendo al plenum di bocciare la proposta e di ripresentarla sotto forma di mozione. «Non bisogna rinviare l’aiuto alle famiglie a causa di un formalismo eccessivo», ha replicato il relatore commissionale Guillaume Barazzone (PPD/GE). Al voto la camera l’ha seguito con 125 voti contro 52.

Il dossier torna pertanto al Consiglio degli Stati.

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