votazione

Fisco e AVS, ecco le prime reazioni

A livello federale si profila il sì per la modifica della Legge federale - Partiti e sodalizi prendono posizione

Fisco e AVS, ecco le prime reazioni
Pirmin Bischof

Fisco e AVS, ecco le prime reazioni

Pirmin Bischof

BERNA - In seguito alla verosimile accettazione della RFFA, il presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDCF) Charles Juillard (PPD) esprime sollievo «per l’economia, l’impiego e l’AVS».

Interrogato dalla radio romanda RTS, il consigliere di Stato giurassiano ha salutato il fatto che la Svizzera sia riuscita a conformarsi alle regole internazionali in materia di fiscalità delle imprese e, contemporaneamente, a offrire «una boccata d’ossigeno» alla previdenza per la vecchiaia.

Le prime proiezioni e i risultati parziali e definitivi giunti dai cantoni indicano che la Legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA) sarà accolta.

Rispetto alla terza riforma dell’imposizione delle imprese (RI imprese III) bocciata nel febbraio del 2017, la RFFA ha rassicurato il popolo, ha detto il «ministro» giurassiano delle finanze.

PPD soddisfatto

Il PPD in qualità di vincitore nella votazione odierna sulla Legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA) si dice molto soddisfatto dopo la pubblicazione del primo trend favorevole alla modifica. Due questioni problematiche sono state risolte o quasi risolte.

Il consigliere agli Stati solettese Pirmin Bischof ha spiegato - sulle onde della radio svizzerotedesca SRF - che il suo partito fa parte degli architetti del progetto. Due grosse problematiche sono così risolte, o quasi.

«Il voto favorevole alla RFFA ci dà cinque anni in più di tempo per realizzare una soluzione definitiva e sostenibile nella riforma della previdenza per la vecchiaia», ha aggiunto. Negli ultimi vent’anni tutte le riforme sono fallite. Ora vi è un progetto che dovrebbe riuscire.

I Verdi: «Un impegno per l’AVS»

I Verdi, tra i perdenti nella votazione sulla RFFA, ritengono che il voto odierno rappresenti un impegno per un’AVS solida. Per la presidente del partito Regula Rytz sono due le ragioni principali della sconfitta subita. «Il presidente della Confederazione Ueli Maurer aveva già detto chiaramente durante i dibattiti alle Camere sulla riforma fiscale che questa riforma fiscale presentava gli stessi punti deboli della Riforma III dell’imposizione delle imprese, bocciata due anni fa. Al contempo è stato anche chiaramente dimostrato, con tanto di cifre date dalla Confederazione, che per i Cantoni e i Comuni ci saranno le stesse perdite come nel caso della Riforma III dell’imposizione delle imprese». Il Parlamento ha quindi deciso di legare alla nuova riforma una compensazione sociale: dei versamenti all’AVS. «Ed ha funzionato. Ho sentito sovente dire: “Io sarei contrario alla riforma dell’imposizione delle imprese, ma perché si tratta anche di finanziare l’AVS voterò sì”». Allo stesso tempo è un no ad un’età pensionabile più alta, ha detto Rytz. Questa quindi la prima ragione. La seconda: «Non abbiamo mai avuto tanta disparità dei mezzi di campagna come in questo caso. Il 99,1% dei cartelloni e delle inserzioni pubblicitarie erano a favore del pacchetto. E questo perché l’economia aveva un grande interesse che passasse».

«Ora bisogna limitare i danni», ha affermato la consigliera nazionale bernese. «Ci impegneremo affinché i nuovi strumenti speciali vengano usati in modo molto restrittivo e affinché la Confederazione metta dei chiari paletti ai Cantoni».

Anche il fatto che la sinistra fosse divisa, con il Partito socialista a favore dell’oggetto in votazione, non ha aiutato i contrari. «Ora dobbiamo lavorare assieme. Evitare che ci sia una spirale al ribasso nei cantoni, saremo a favore dell’armonizzazione dell’imposizione (voluta proprio dal PS e che sarà lanciata oggi, n.d.r.), ma io personalmente non trovo molto logica la cronologia con cui si vuole avanzare: armonizzare dopo aver disarmonizzato... Perché è molto più difficile aumentare le imposte che diminuirle».

MPS: «Le cose non sono risolte»

Per quel che riguarda la votazione federale su fisco e AVS, l’MPS nota che «una sorta di “voto di fiducia” sulle buone intenzioni del governo (“salvare l’AVS”) hanno fatto breccia nell’elettorato. Anche in questo caso va segnalato che i fronti erano diseguali in modo importante: da un lato Verdi e sinistra radicale (MPS, SolidaritéS in Svizzera romanda), dall’altro tutte le forze di governo con in prima fila il PSS. Anche in questo caso, se si tralascia la lodevole eccezione della VPOD/SSP romanda, il movimento sindacale è rimasto a guardare, limitandosi a qualche sporadico comunicato. L’MPS, pur prendendo atto del voto odierno, non pensa che, su entrambi i temi affrontati nelle votazioni odierne, le cose siano risolte, anzi!», si legge in un comunicato del gruppo.

Per Levrat (PS) è un primo passo

Per il presidente del PS Christian Levrat il sì alla Legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA) è un primo passo. Il suo partito è ora in una buona posizione per andare oltre, proponendo un’aliquota d’imposta minima nei Cantoni sull’utile delle imprese.

«Abbiamo la forte sensazione che alcuni Cantoni siano scesi troppo in basso» nella tassazione degli utili societari, ha detto alla radiotelevisione romanda RTS. Il voto nel canton Soletta in questo senso è sintomatico: i cittadini hanno accettato la RFFA, ma hanno rifiutato l’attuazione cantonale. «Vogliamo essere ultrapragmatici in questo settore dove le aliquote sono troppo basse», ha detto il consigliere agli Stati friburghese.

Levrat si è già espresso in questo senso in un’intervista rilasciata oggi alla SonntagsZeitung. Il PS sta preparando un’iniziativa popolare per mettere un freno alla concorrenza fiscale tra i Cantoni, ha indicato il «senatore». Il testo esatto dell’iniziativa non è ancora disponibile. L’obiettivo non è di imporre ai Cantoni una determinata aliquota d’imposta per le imprese, ma di fissare un limite minimo al di sotto del quale non si possa scendere.

A Levrat ha fatto eco alla radiotelevisione svizzerotedesca SRF il consigliere nazionale Beat Jans (BS). «La gente è stufa di sempre nuove riduzioni fiscali per i ricchi e le imprese (...). Una rovinosa concorrenza fiscale non è solo all’orizzonte, ma è già una realtà». Il deputato renano ha promesso battaglia nei cantoni contro i progetti fiscali a favore di imprese e persone facoltose.

Interrogato sul ricorso che il Partito operaio popolare (POP, estrema sinistra) vodese inoltrerà per presunta violazione dell’unità di materia della RFFA, Levrat parla di una «sciocchezza». «Gli oppositori sperano in una rivincita al Tribunale federale, ma penso che perderanno», ha dichiarato.

Economiesuisse vuole innalzamento età pensionabile

Economomiesuisse è soddisfatta del sì uscito oggi dalle urne alla Legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA). Con l’investimento anticipato nell’AVS risulta evidente l’urgenza di innalzare l’età di pensionamento.

Il sì è arrivato all’ultimo momento, ha affermato la presidente Monika Rühl sulle onde della radio svizzerotedesca SRF. I Cantoni devono ora attuare la riforma. In alcuni ciò è già stato fatto con successo, in altri è necessario un altro round, ma il materiale con cui lavorare è ora disponibile.

Secondo Rühl, fissare un limite minimo dell’aliquota d’imposta nei Cantoni sull’utile delle imprese, per cui il PS sta preparando un’iniziativa popolare, non ha senso: si tratterebbe di un’ingerenza nell’autonomia fiscale cantonale.

L’investimento anticipato nell’AVS, dove l’età di pensionamento deve essere aumentata, è un segnale. Il Consiglio federale presenterà i suoi piani per la riforma del primo pilastro in estate. A causa dell’invecchiamento della popolazione il fondo di compensazione AVS necessita di più mezzi.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Politica
  • 1