Iniziativa

Grigioni, la caccia speciale non si tocca

Si continuerà a svolgere la pratica tra novembre e dicembre - Affluenza alle urne del 49,28%

Grigioni, la caccia speciale non si tocca
(Foto archivio CdT)

Grigioni, la caccia speciale non si tocca

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COIRA - Nei Grigioni si continuerà a praticare le giornate di caccia speciale tra novembre e dicembre: con 36’181 voti contrari e 30’533 a favore, oltre il 54% dei voti validi, i cittadini grigionesi hanno infatti respinto oggi l’iniziativa che chiedeva l’abolizione di tale pratica. L’affluenza alle urne è stata del 49,28%. La popolazione ha seguito così la decisione del Gran Consiglio che il 4 dicembre scorso, con 96 voti contrari, un favorevole e 13 astensioni, aveva raccomandato di respingere l’iniziativa. La proposta chiedeva in sostanza che i piani di abbattimento annuali venissero realizzati integralmente durante la caccia ordinaria, aumentando le giornate da 21 a 25 tra settembre e ottobre, rinunciando alle giornate di caccia speciale nei mesi di novembre e dicembre. L’argomento principale contro tale pratica era la possibilità di abbattere anche cerve gravide e cerbiatti, salvaguardati invece dai criteri della caccia alta. Hanno dunque fatto centro le argomentazioni dell’esecutivo retico che nel messaggio di agosto 2018 spiegava come l’abolizione della caccia speciale porterebbe a morie invernali per mancanza di spazi vitali sufficienti nonché a un aumento dei danni causati dalla selvaggina a boschi e colture agricole, minacciando così il rinnovamento boschivo, particolarmente importante nelle aree montane, dove boschi e foreste hanno una funzione protettiva contro valanghe, cadute di rocce e smottamenti.

Alle urne dopo due ricorsi

L’iniziativa, promossa da cacciatori e animalisti, era stata presentata, e dichiarata valida, nel 2013 con oltre 10’229 firme a fronte delle 3000 necessarie. Il 9 febbraio 2015 tuttavia, seguendo le indicazioni del Governo cantonale, il Gran Consiglio l’aveva dichiarata nulla in quanto in contrasto con il diritto federale (79 voti a 36).

Gli iniziativisti erano ricorsi al Tribunale amministrativo cantonale, il quale aveva respinto il ricorso e confermato la decisione del Parlamento. I promotori non si erano dati per vinti e si erano rivolti alla Suprema corte di Losanna, che l’8 novembre 2017 aveva sentenziato che l’iniziativa non violava il diritto federale e il Gran consiglio retico aveva quindi sbagliato a dichiararla nulla.

Il 4 dicembre 2018 il Parlamento ha respinto l’iniziativa come consigliato dal Governo. Lo stesso hanno fatto oggi anche dai cittadini chiamati alle urne.

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