iniziativa popolare

«I premi di cassa malati non devono superare il 10% del reddito»

Gli iniziativisti del PS hanno inscenato un'azione simbolica sulla Weisenhausplatz a Berna - Tempo fino al 26 agosto 2020 per raccogliere le 100mila firme

«I premi di cassa malati non devono superare il 10% del reddito»
(KEYSTONE/Anthony Anex)

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BERNA - In Svizzera, nessuno dovrebbe spendere più del 10% del proprio reddito disponibile per i premi dell’assicurazione malattia. È quanto chiede il Partito socialista (PS) che oggi a Berna ha formalmente lanciato la sua iniziativa popolare volta ad attenuare le spese per le economie domestiche con redditi medio-bassi.

Il testo dell’»Iniziativa per premi meno onerosi» è stato pubblicato sul Foglio federale. Gli iniziativisti, che oggi hanno inscenato un’azione simbolica sulla Weisenhausplatz, hanno quindi tempo fino al 26 agosto 2020 per raccogliere le 100 mila firme necessarie.

Oltre ad aumentare i fondi destinati alla riduzione dei premi delle casse malati, l’iniziativa del PS vuole armonizzare il sistema delle riduzioni tra i Cantoni e fissare una ripartizione «equa» del finanziamento di tali riduzioni tra la Confederazione e i Cantoni. Questi ultimi hanno infatti la tendenza a disimpegnarsi sempre più in questo ambito.

«Sempre più persone scelgono una franchigia elevata per ragioni legate ai costi», ha spiegato ai media il medico generalista e consigliere nazionale zurighese Angelo Barrile. «Quando queste persone si ammalano, rinunciano a cure necessarie perché non riescono più a pagare i costi supplementari», ha aggiunto.

Esempio vodese

Il modello scelto dal PS si ispira a quello che è stato introdotto in maniera progressiva nel canton Vaud dal primo settembre 2018. Le autorità cantonali hanno dapprima fissato un tetto massimo del 12% del reddito famigliare per ricevere dei sussidi per i premi delle casse malati. Poi, dal primo gennaio 2019, il tetto massimo è stato portato al 10%: il che significa che 70’000 Vodesi, i cui premi oltrepassano questa soglia, possono beneficiare di sussidi per le casse malati.

«Queste misure sono molto più efficaci rispetto alla riduzione d’imposta che favorisce solo gli alti redditi», ha sottolineato Brigitte Crottaz, medico e consigliera nazionale vodese. «Senza questa riduzione dei premi, i miliardari e i lavoratori continuerebbero a pagare lo stesso premio per ogni membro della famiglia», ha aggiunto.

Tale misura migliora inoltre il potere d’acquisto delle famiglie in maniera significativa, ha spiegato ancora Crettaz. Nel corso degli ultimi 20 anni i premi sono infatti più che raddoppiati. In media, a livello svizzero, ammontano al 14% del reddito disponibile.

Ultimatum

Il Partito socialista ha pure fatto il punto sulle reazioni dei cantoni in seguito alla sentenza del Tribunale federale riguardo alla riduzione dei premi nel canton Lucerna. Per il 2017 il cantone aveva stabilito a 54’000 franchi il reddito determinante massimo (reddito netto secondo la dichiarazione d’imposta) che dà diritto a una riduzione dei premi per bambini e giovani adulti. Contro questa decisione era stato poi presentato un ricorso da tre privati cittadini, sostenuti dal PS lucernese.

Ora il cantone ha innalzato la soglia di reddito massima da 54’000 a 78’154 franchi per beneficiare di sussidi, il che implicherà un costo supplementare per gli anni 2017, 2018 e 2019 di 25 milioni di franchi.

«In molti cantoni, grazie a questa sentenza, è in atto una revisione della riduzione dei premi che dovrebbe portare a sensibili miglioramenti», ha rilevato la consigliera nazionale sangallese Barbara Gysi.

Secondo il PS svizzero, che si basa su un monitoraggio dell’Ufficio federale della sanità pubblica, altri sette cantoni (AG, AI, AR, BE, GL, NE e VS) violano la decisione del TF. A fine gennaio il partito socialista aveva quindi accordato ai cantoni interessati un termine di un mese per riesaminare i limiti di reddito che danno diritto alle sovvenzioni.

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