La reazione

«Il no al palaghiaccio è un voto di protesta»

La costruzione della struttura è stata approvata da tutti i Comuni della regione Maloja tranne che dai bregagliotti

«Il no al palaghiaccio è un voto di protesta»

«Il no al palaghiaccio è un voto di protesta»

COIRA - È probabilmente anche un «no» di protesta quello espresso ieri dagli abitanti del Comune di Bregaglia (GR) contro la costruzione di un palaghiaccio gestito dalla Regione Maloja. Ad influire sul voto dei bregagliotti, spiega la sindaca Anna Giacometti, la chiusura - troppo frequente in condizioni di maltempo - della strada tra Maloja e Sils. Gli altri 11 Comuni della Regione hanno votato tutti a favore.

Con il 77,55% di voti favorevoli gli elettori della Regione Maloja (GR) hanno approvato ieri la costruzione di un palaghiaccio, comprendente un centro sportivo e uno di eventi. L’iniziativa, inoltrata a gennaio 2018 con 1641 firme dal gruppo d’interesse «Pro Eishalle Engadin», chiede che la costruzione e la gestione della struttura siano assunte dalla Regione. Se in 11 dei 12 Comuni i «sì» sono stati superiori al 73%, sfiorando talora punte del 90%, il Comune di Bregaglia si è tirato fuori: seppur di misura (174 voti contrari e 166 favorevoli) i cittadini hanno votato contro.

«L’iniziativa in votazione non è stata in realtà un argomento molto discusso, - dichiara Giacometti a Keystone-ATS - tuttavia eravamo convinti che la proposta venisse accettata». Ad influire molto sul voto, ipotizza Giacometti, il fatto che nelle ultime settimane la strada tra Maloja e Sils, che collega quindi la Val Bregaglia e Maloja all’Engadina, sia stata troppo spesso chiusa a causa della neve e del pericolo di valanghe: «Già da diversi anni esiste un progetto di costruzione con delle gallerie, che garantirebbe la sicurezza della strada, ma affinché il Cantone lo prenda in considerazione e decida di investirvi milioni di franchi abbiamo bisogno del sostegno degli altri Comuni e della Regione Maloja, sostegno che purtroppo non riscontriamo».

«La chiusura della strada mette in difficoltà diversi cittadini del comune di Bregaglia che non possono raggiungere il posto di lavoro in Engadina o non possono rientrare a casa la sera». Anche l’associazione degli artigiani e commercianti si è lamentata di questa situazione che mette in difficoltà pure le imprese bregagliotte.

Il «no» di ieri, tuttavia, non esclude definitivamente la Bregaglia dal progetto del palaghiaccio: i passi successivi saranno infatti tre accordi di prestazione tra la Regione e i Comuni (il primo riguarderà lo stanziamento di un credito di pianificazione di circa 300’000 franchi) e anche i bregagliotti potrebbero decidere di rientrare a far parte del progetto. «Noi presenteremo l’accordo di prestazione in assemblea - conferma la sindaca - ma è difficile dire come andrà a finire. Il Municipio si augura che la popolazione accetti di partecipare ma solo in un secondo momento, quando si conosceranno i costi reali, potremo valutare se andare avanti».

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