Votazione

«Il no ticinese è un no all’Europa»

Questa la reazione di Rocco Cattaneo ai risultati di oggi alla modifica di Legge sulle armi - Filippini: «Un’interpretazione riduttiva»

«Il no ticinese è un no all’Europa»
(Foto Archivio CdT)

«Il no ticinese è un no all’Europa»

(Foto Archivio CdT)

BERNA - Il sì svizzero (con quasi il 64% dei voti), per Rocco Cattaneo, consigliere nazionale PLR e membro della Commissione della sicurezza da noi contattato telefonicamente, è un sì agli Accordi di Schengen e Dublino. «Se c’è qualcosa che funziona bene nella collaborazione con i Paesi europei che ci circondano sono proprio questi due Accordi, che ci danno grandi vantaggi a livello di sicurezza, economia, turismo e riguardo i flussi migratori». Il no ticinese, invece, per il deputato, che non manca di fare i complimenti agli avversari per la campagna svolta, è «un no all’Europa. A torto però, perché per tiratori e militari la legge non avrà effetti. E il futuro, sono sicuro, lo dimostrerà».

Luca Filippini, incontrato a Berna, non la vede allo stesso modo. Che quello ticinese sia stato un no di principio verso Bruxelles è una «interpretazione riduttiva». Il Ticino vive sicuramente in prima persona le problematiche con la frontiera, ma i referendisti, afferma Filippini, sono «riusciti a raggiungere in maniera capillare i nostri concittadini», facendo arrivare il messaggio che «in gioco c’era molto di più di un magazzino»: i «diritti fondamentali del cittadino».

Il presidente della Comunità d’interesse Tiro Svizzera si aspettava un risultato un po’ migliore. Il Governo e alcuni partiti, ha ribadito, «hanno fatto una campagna molto attiva, ma in parte di disinformazione».

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