In cassaforte le firme necessarie per salvare i ghiacciai

Confederazione

In neanche cinque mesi i promotori dell’iniziativa «Per un clima sano» ne hanno raccolte 120.635, ossia 20.000 in più del minimo indispensabile

In cassaforte le firme necessarie per salvare i ghiacciai
In volo sul ghiacciaio del Basodino. (Foto Bruno Pellandini)

In cassaforte le firme necessarie per salvare i ghiacciai

In volo sul ghiacciaio del Basodino. (Foto Bruno Pellandini)

È già riuscita la raccolta firme in favore dell’iniziativa popolare «Per un clima sano - Iniziativa per i ghiacciai». In neanche cinque mesi - i promotori ne avevano a disposizione 18 - sono state trovate 120’635 sottoscrizioni, oltre 20’000 più del necessario. Il testo vuole ridurre a zero le emissioni di CO2 entro il 2050 e ancorare la protezione climatica nella Costituzione. La raccolta firme era iniziata lo scorso 30 aprile, con la scadenza fissata a fine ottobre 2020.

Non è ancora stata decisa la data per il deposito alla Cancelleria federale. «Sarà dopo le elezioni», ha affermato oggi all’agenzia Keystone-ATS Sophie Fürst, direttrice dell’Associazione svizzera per la protezione del clima, che ha lanciato l’iniziativa.

Prima di compiere questo passo, bisogna infatti aspettare che i comuni verifichino le sottoscrizioni. «Ci vorrà tra le quattro e le sei settimane», precisa Fürst. Oltre che dalla sua associazione, fondata l’anno scorso e composta da 2000 membri, il testo è sostenuto da organizzazioni ambientaliste, chiese e ricercatori, nonché da esponenti di tutti gli schieramenti politici, compreso quello borghese.

L’iniziativa per i ghiacciai vuole sensibilizzare la politica sugli obiettivi dell’Accordo di Parigi, che devono essere iscritti nella Costituzione. Quest’ultima deve essere modificata in modo da impedire la messa in circolazione dal 2050 di combustibili e carburanti fossili, con eccezioni per applicazioni tecnicamente non sostituibili.

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