Il personaggio

«In Parlamento ci sono altre lesbiche, ma non lo ammettono»

La modella Tamy Glauser, in corsa al Nazionale per i Verdi di Zurigo, sottolinea l’importanza dei diritti di LGBTQ e afferma: «Sarei l’unica ad aver fatto coming out, è triste nasconderlo nell’epoca attuale»

 «In Parlamento ci sono altre lesbiche, ma non lo ammettono»
(foto Instragram)

«In Parlamento ci sono altre lesbiche, ma non lo ammettono»

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ZURIGO - È una personalità destinata a far parlare di sé, nelle elezioni federali, ben oltre i confini cantonali: i Verdi di Zurigo hanno nominato la modella internazionale Tamy Glauser alla corsa per il Consiglio nazionale. Potrebbe essere la prima donna dichiaratamente lesbica a sedere alla camera del popolo: «piuttosto triste», dice lei.

L’assemblea dei membri del partito ecologista ha inserito ieri sera la 34enne al decimo posto sulla lista per il Consiglio nazionale. La sua elezione non può considerarsi scontata, tenuto conto che nel 2015 i Verdi hanno mandato a Berna tre consiglieri nazionali.

«Spero che grazie a me i Verdi possano portare in lista ancora più diversità», ha detto nel suo discorso di presentazione. In un’ampia intervista pubblicata oggi dal Blick, Glauser ha poi precisato il suo pensiero. «I diritti di LGBTQ (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e queer) sono effettivamente molto importanti per me», spiega.

«Sarei la prima lesbica dichiarata e questo con una quota di donne al Nazionale attualmente del 32%», osserva. «Lo trovo piuttosto triste, poiché sono abbastanza sicura che vi sono altre parlamentari lesbiche, che però non lo ammettono. Nell’epoca attuale trovo che sia un gran peccato».

Glauser intende comunque impegnarsi per i diritti di tutte le donne. «Non guadagniamo ancora tanto quanto gli uomini e questo deve rapidamente cambiare». Altro punto a suo avviso importante è la protezione del clima: «abbiamo bisogno di una tassa sul CO2 dei voli».

A chi le rimprovera di non essere credibile in questo campo, viste le vacanze a Dubai o a Bali, Glauser risponde che l’alimentazione è all’origine del 28% delle emissioni di CO2, mentre l’alloggio pesa per il 24% e l’insieme dei trasporti per il 12%. «Proprio per questo mi alimento in modo vegano e vivo in uno spazio molto ridotto», puntualizza. «Quando prendo l’aereo» - prosegue - «compenso le emissioni attraverso Myclima.org». La gran parte di coloro che le muovono rimproveri inquina di più, osserva.

Riguardo all’accordo quadro fra Svizzera e Ue, secondo Glauser «in fin dei conti è una buona cosa», ma deve anche diventare più trasparente. Comprare nuovi velivoli da combattimento non è invece «moderno» ai suoi occhi: la candidata preferirebbe investire gli stessi soldi nel Politecnico federale di Zurigo per inventare l’aereo senza emissioni.

La nipote di un consigliere nazionale dell’UDC - suo nonno, Walther Hofer (1920-2013), è stato uno storico e deputato a Berna dal 1963 al 1979, come membro del del Partito dei contadini, degli artigiani e dei borghesi (PAB), nel 1971 diventato UDC - si dice peraltro «assolutamente a favore» della liberalizzazione della canapa. «Rilassatevi un po’ tutti una volta!», afferma. «Si sa che questa pianta aiuta molta gente dal profilo della salute. Non penso che, legalizzandola, la nazione si rimbecillisca».

Glauser promette che se sarà eletta farà del suo mandato la priorità assoluta. «Nessuno lavorerà così duro come me, in qualità di parlamentare». La professione di modella - iniziata a 27enne dopo uno studio di sociologia interrotto dopo quattro semestri - non sarà accantonata, ma dovrà passare chiaramente in secondo piano.

La donna che si presenta a volte con un look androgino e posa con vestiti sia maschili, sia femminili, potrebbe essere la prima modella a sedere al Nazionale e non accetta appunti al riguardo. «È vero che Palazzo federale non è una passerella, ma non è nemmeno una fattoria, né il piano alto di un’azienda», afferma facendo riferimento alla professione di altri parlamentari. «Lotto contro questo pregiudizio sessista secondo il quale tutti coloro che lavorano nel settore della bellezza sono idioti: io ho fatto quattro semestri di sociologia e sono già da tempo attiva politicamente».

Glauser spiega di non voler diventare consigliera nazionale per desiderio di potere. «Mi interessa rendere il nostro mondo migliore per la società». «Quale Tamy Glauser raggiungo giovani che sono tendenzialmente apolitici: li posso mobilitare e questo mi rende attraente quale donna politica».

Dall’autunno 2016 la candidata al Nazionale è legata sentimentalmente a Dominique Rinderknecht, 29enne che è stata Miss Svizzera nel 2013 e che ieri ha accompagnato la partner all’assemblea dei Verdi. Insieme si presentano sui media quali «Tamynique», coppia lesbica molto attiva non solo sul fronte glamour, bensì anche su quello politico.

Nel novembre 2018 Glauser ha anche pubblicato un’autobiografia in cui mostra pure i capitoli più bui della sua vita: nata a Parigi e cresciuta presso genitori affidatari nel canton Berna, a 21 anni raggiunge a New York la sua madre biologica. Tornata sola, diventa fornitrice di cannabis. Conosce la violenza di una partner: gelosie e pugni sono all’ordine del giorno. Nella crisi finanziaria del 2008 Glauser perde il lavoro e l’appartamento, passando anche alcune notti in strada, per poi rientrare dai genitori affidatari nel canton Berna. Ora vive nel canton Zurigo.

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