POLITICA

L’UDC: «La Svizzera non è più un Paese sicuro»

Il partito afferma che la colpa è della politica «lassista», dell’applicazione «morbida» delle leggi e dell’apertura delle frontiere dopo l’adesione allo spazio di Schengen

L’UDC: «La Svizzera non è più un Paese sicuro»
Foto Reguzzi

L’UDC: «La Svizzera non è più un Paese sicuro»

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BERNA - La Svizzera non è più un paese sicuro, sostiene l’UDC. In un documento strategico presentato oggi, il partito afferma che la colpa è della politica «lassista», dell’applicazione «morbida» delle leggi e dell’apertura delle frontiere dopo l’adesione allo spazio di Schengen.

La Svizzera oggi figura fra gli stati ad alto tasso di criminalità, asserisce il partito per il quale è assolutamente necessario evitare che il paese diventi un «eldorado di criminali di ogni tipo».

Nel suo documento «Criminalità e sicurezza», l’UDC chiede che la politica garantisca che i reati siano puniti con pene severe e che le leggi siano applicate rigorosamente. La Svizzera deve controllare nuovamente le sue frontiere come ha fatto prima di entrare nello spazio Schengen, poiché è circondata da partner indeboliti dai quali non può aspettarsi un aiuto in situazione critica.

Lo Stato attualmente tende ad occuparsi di qualsiasi cosa, ma trascura il suo dovere principale: la tutela dei diritti e delle libertà delle persone e la protezione contro la criminalità e i criminali. Secondo l’UDC la delinquenza è dovuta all’»eccessiva» immigrazione citando le cifre delle statistiche dei reati: nel 2018 sono state registrate 432.754 violazioni del codice penale, 76.308 della legge sugli stupefacenti e 38.405 della legge sugli stranieri. Il numero di stranieri incriminati è aumentato del 4%. Ci sono stati 128.621 furti, ma solo un quarto è stato delucidato.

Per i democentristi questa situazione ha un impatto diretto sul sentimento di sicurezza e molti cittadini si sentono in pericolo. Gli anziani, ma anche le donne, non osano più uscire per strada di notte. Le giovani donne vengono molestate, minacciate o addirittura aggredite sessualmente per strada.

Per porre rimedio a questa situazione, l’UDC propone un intero catalogo di misure. Lo Stato deve quindi smettere di trattare con i guanti i criminali, le pene devono essere adattate e le pene pecuniarie con la condizionale, che non servono a nulla, devono essere abolite. Occorre inoltre correggere gli aspetti negativi della migrazione: lo Stato deve controllare le frontiere, fermare l’immigrazione clandestina e tutti i criminali stranieri devono essere sistematicamente espulsi.

L’UDC chiede inoltre «tolleranza zero» per i clan simili ad organizzazioni criminali. I giovani con atteggiamenti violenti devono essere severamente avvertiti per far capire loro le eventuali conseguenze. In caso di recidiva le punizioni devono essere esemplari e i giovani criminali devono essere espulsi e rinviati nei loro paesi d’origine.

Tolleranza zero anche per quanto riguarda gli abusi sessuali e la violenza contro le donne. Nel caso di matrimoni in cui uno dei partner ha meno di 16 anni, la legge deve presumere che si tratti di un matrimonio forzato, e quindi di un atto criminale.

Per ripristinare la sicurezza, l’UDC ritiene che il diritto svizzero debba essere l’unico riferimento, senza nessuna ingerenza da parte di giudici stranieri. Gli jihadisti dovrebbero, per quanto possibile, essere privati della nazionalità svizzera e arrestati come misura preventiva. La legge inoltre deve essere inasprita per proteggere la polizia o i sanitari da atti di violenza. Infine, le procedure giudiziarie e di polizia devono essere semplificate e accelerate.

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