BERNA

La modifica dei trattati internazionali deve passare dal Parlamento e dal popolo

È quanto prevede il progetto di legge che, dopo gli Stati, è stato accolto anche dal Consiglio nazionale

La modifica dei trattati internazionali deve passare dal Parlamento e dal popolo
(Foto archivio CdT)

La modifica dei trattati internazionali deve passare dal Parlamento e dal popolo

(Foto archivio CdT)

BERNA - La denuncia e la modifica di importanti trattati internazionali deve essere approvata dal Parlamento o, nel caso di referendum, dal popolo. Il Consiglio federale non deve avere la competenza esclusiva. È quanto prevede il progetto di legge che, dopo gli Stati, è stato accolto oggi - con 179 voti a favore e 1 astenuto - anche dal Consiglio nazionale. Il dossier è quindi pronto per le votazioni finali.

La controversa questione legata alle competenze in questo ambito si trascina da tempo. Finora infatti la legge non chiarisce a chi spetti la denuncia di questi accordi, una zona d’ombra che secondo il relatore, Marco Romano (PPD/TI), si vuole eliminare con il sopraccitato disegno.

Analogamente al disciplinamento in vigore per la conclusione di tali trattati, il plenum crede che, nel caso in cui lo scenario di una denuncia si concretizzasse, il dossier dovrebbe passare fra le mani delle Camere federali ed eventualmente degli aventi diritto di voto.

Tale opinione va contro il parere del Consiglio federale. Secondo quest’ultimo, infatti, la Costituzione gli attribuisce la competenza esclusiva sul tema. I trattati non sono chiamati a durare eternamente, ha sottolineato la ministra della giustizia Karin Keller-Sutter. «Possono essere denunciati, ma ciò non deve essere fatto soltanto sotto l’effetto dell’emozione».

Chiarire subito le regole del gioco

Sapere a chi spetta la denuncia di trattati internazionali è un interrogativo che finora non ha avuto rilevanza nella pratica, non essendo la situazione mai verificatasi, ha ricordato Romano. Tuttavia, in passato, alcune iniziative popolari (come quella dell’UDC sull’immigrazione di massa e di ECOPOP sul sovrappopolamento) hanno sollevato la questione.

È dunque fondamentale per la legittimità delle decisioni politiche che le regole siano stabilite prima «del fischio d’inizio della partita e non durante il suo svolgimento», ha aggiunto Barbara Steinemann (UDC/ZH) pure a nome della commissione.

Contenuto determinante

È il contenuto delle disposizioni di un accordo a essere determinante per stabilire se la denuncia o la modifica di quest’ultimo debba essere approvata dall’Assemblea federale e se la decisione vada sottoposta a referendum, ha aggiunto Steinemann.

Infatti, qualora venissero sanciti ad esempio diritti e doveri delle persone, il ritocco del trattato necessita della stessa legittimità democratica dell’abrogazione o della modifica di una legge nazionale. Lo stesso vale per la denuncia in caso di ripercussioni importanti sulla situazione giuridica della Svizzera o della sua popolazione.

Denuncia autonoma del CF solo se imposta

Secondo il progetto di atto normativo, il Consiglio federale è tenuto a denunciare autonomamente un trattato quando una disposizione costituzionale glielo impone, non lasciando spazio all’interpretazione.

È il caso dell’iniziativa popolare «Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)» che obbliga il Consiglio federale a denunciare l’Accordo sulla libera circolazione delle persone con l’UE.

In altre circostanze vi è invece un margine di apprezzamento, come era il caso ad esempio per l’iniziativa UDC contro i giudici stranieri: nel testo si chiedeva di prendere il provvedimento «se necessario». Quando si presenta questa eventualità, la valutazione va affidata al Parlamento e semmai al popolo.

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