Governo

La suspense rimane fino alla fine

Se in casa liberale Keller-Sutter sembra avere già vinto nei ranghi del PPD la partita è ancora aperta

 La suspense rimane fino alla fine
Keller-Sutter (a destra) sembra avere già vinto. Meno certa appare invece l’elezione di Amherd. (Foto Keystone)

La suspense rimane fino alla fine

Keller-Sutter (a destra) sembra avere già vinto. Meno certa appare invece l’elezione di Amherd. (Foto Keystone)

La notte, si sa, porta consiglio. Quella dei lunghi coltelli, in Svizzera, dovrebbe non solo favorire decisioni avvedute ma anche – così vuole la storia divenuta mito - fare da sfondo a cospirazioni, intrighi e accordi per far eleggere in Consiglio federale il candidato prediletto. Due scenari che, a poche ore dall’elezione dei successori di Doris Leuthard (PPD) e Johann Schneider-Ammann (PLR), paiono ancora essere probabili, almeno in parte. Infatti, se in casa liberale i giochi sembrano ormai essere fatti e la “Kronfavoritin”, la presidente del Consiglio degli Stati Karin Keller-Sutter (SG), avere già la vittoria in tasca, nei ranghi popolari-democratici l’esito della corsa al Consiglio federale è lungi dall’essere sottinteso.

Dalla seconda ed ultima tornata delle audizioni non è emerso il quadro chiaro che molti attendevano, caratterizzato dal massiccio sostegno della sinistra alla consigliera nazionale Viola Amherd (PPD/VS). Anzi: il partito dei Verdi (13 deputati), come ha spiegato il capogruppo Balthasar Glättli (ZH), ha dichiarato eleggibili sia la deputata vallesana sia la sua sfidante, la consigliera di Stato urana Heidi Z’graggen. La prima gode tuttavia di un lieve vantaggio, dato che alcuni membri del gruppo parlamentare tenderebbero piuttosto a votare a suo favore; d’altro canto, la politica urana non è così indigesta ai deputati ecologisti: Glättli ha ricordato che, all’epoca della votazione sulla seconda canna del tunnel del San Gottardo, era in linea con la posizione dei Verdi (ovvero sfavorevole ad un secondo tubo). Dal canto loro, i socialisti (55 deputati) preferiscono dormirci su ancora una notte: solo domattina presto si saprà se il PS raccomanderà di eleggere la candidata con l’”Heimvorteil” (il vantaggio di giocare in casa) oppure Z’graggen, fino a poche settimane fa sconosciuta ai più. Entrambe, ha comunque ricordato il capogruppo Roger Nordmann (VD), sono molto valide (a tal punto da parlare di “imbarazzo della scelta”), nonché simili per posizioni politiche e profilo. Secondo il vodese non è da escludere che domani il gruppo opti per la libertà di scelta. Ma anche dai ranghi liberali (45 deputati) non è emersa alcuna raccomandazione di voto per quanto riguarda il ticket PPD. Il capogruppo Beat Walti si è limitato ad elogiare gli “aspetti positivi” delle due candidate, entrambe dichiarate eleggibili. Ogni membro del gruppo parlamentare può formarsi la propria opinione, ha precisato lo zurighese. L’UDC resta così il solo grande gruppo parlamentare ad aver preso posizione, settimana scorsa, a favore di Z’graggen, anche se non in maniera così netta. Da parte loro, il PBD (otto deputati) e il PVL (sette deputati) hanno espresso il proprio sostegno per Amherd.

Meno nebulose invece le posizioni relative al successore di Schneider-Ammann. Karin Keller-Sutter gode dell’esplicito sostegno del campo rosso-verde (per Glättli è giunto il momento che in Governo sieda una donna in più); e questo nonostante il suo profilo “profondamente” liberale, come sottolineato dallo stesso Glättli. Nordmann ha precisato che, nonostante le chiare posizioni di destra, la “senatrice” ha dimostrato la sua apertura ai compromessi, in materia di politica europea o all’epoca dell’applicazione dell’iniziativa “contro l’immigrazione di massa”. Tifano inoltre per la “senatrice” anche PVL e PBD. Il PPD, da parte sua, ha dichiarato eleggibili sia Keller-Sutter sia il consigliere agli Stati Hans Wicki (NW): stando a Filippo Lombardi, entrambi possiedono le qualifiche necessarie per la carica. Il “senatore” ticinese ha spiegato che non ha avuto luogo alcuna votazione sui candidati liberali-radicali: "È tradizione del nostro gruppo lasciare ai suoi membri la libera scelta di chi votare”. Il gruppo parlamentare democristiano intende tuttavia incontrarsi ancora mercoledì mattina presto. La scorsa settimana l’UDC, lo ricordiamo, si era schierata a favore di Keller-Sutter.

Alla vigilia del 5 dicembre, dunque, la fotografia è nitida solo in parte. E restano a bocca asciutta i cercatori di certezze, almeno per quanto riguarda la successione di Leuthard. Una cosa è però sicura: la possibilità che mercoledì vengano elette due donne è più che mai realistica.

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