La Svizzera e i rifugiati dalla Shoah

Pubblicato un dossier sulla politica d'asilo durante la Seconda guerra mondiale

BERNA - In occasione della Giornata della memoria che rievoca la tragedia dell'Olocausto, il gruppo di ricerca "Documenti diplomatici svizzeri" (DDS) ha messo online un e-dossier sulla politica d'asilo della Svizzera durante la Seconda guerra mondiale. Il consigliere federale Didier Burkhalter, in visita in Polonia, si recherà domani al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, liberato il 27 gennaio 1945 dalle truppe sovietiche.

Il 27 gennaio è così diventato la Giornata internazionale della memoria delle vittime della Shoah, rammentano gli storici Sacha Zala, (direttore dei DDS) e Marc Perrenoud nella "Revue suisse sur des didactiques de l'histoire".

Sul sito online dei DDS (www.dodis.ch) si può trovare un articolo riepilogativo sulla politica svizzera d'asilo in epoca nazista, con numerosi link a documenti originali, a cominciare dall'accordo del 1938 con la Germania che introduceva il famigerato timbro "J" per gli ebrei.

Domani il ministro degli esteri elvetico Didier Burkhalter sarà a Auschwitz, accompagnato dalla nipote di un sopravvissuto. Nel suo discorso in occasione della Giornata internazionale in memoria, il consigliere federale deplora l'esistenza di persone che ancora oggi negano i crimini commessi dai nazisti e altri genocidi. "È nostro dovere respingere un simile atteggiamento ripercorrendo i fatti, la realtà storica e l'atrocità dell'Olocausto", afferma Burkhalter.

Per conservare l'ex campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, la Svizzera ha stanziato nel 2013 più di 1,2 milioni di franchi.

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