«La vigilanza su AutoPostale è stata lacunosa per anni»

Il caso

Un rapporto pubblicato dalla Commissione della gestione del Consiglio degli Stati punta il dito contro il Consiglio federale, il Dipartimento federale dei trasporti (DATEC) e altri organi competenti

 «La vigilanza su AutoPostale è stata lacunosa per anni»
©CdT/Chiara Zocchetti

«La vigilanza su AutoPostale è stata lacunosa per anni»

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«La vigilanza su AutoPostale è stata per molti anni lacunosa e la responsabilità tra i vari attori non è stata disciplinata in modo sufficientemente chiaro». È quanto emerge da un rapporto pubblicato oggi dalla Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-S), che punta il dito contro il Consiglio federale, il Dipartimento federale dei trasporti (DATEC) e altri organi competenti. Molti gli aspetti ancora da chiarire, ma è evidente che si dovrà aumentare la vigilanza sulle aziende parastatali. Per quanto riguarda il ruolo di Doris Leuthard, la commissione ritiene, in base agli atti in suo possesso, che non fosse al corrente.

L’organo di sorveglianza parlamentare ha presentato i risultati della sua indagine sulle irregolarità contabili di AutoPostale, sottolineando più volte di «condannare fermamente quanto accaduto». A causa del procedimento penale amministrativo tutt’ora in corso, non si è pronunciato sulle responsabilità o azioni individuali della società dal 2018.

La CdG ritiene incomprensibile che i fatti illeciti abbiano potuto protrarsi per anni senza essere scoperti dalle autorità di vigilanza dell’impresa o segnalati al proprietario, ovvero la Confederazione. Anche il controllo esercitato dall’amministrazione federale prima che la vicenda venisse alla luce era del tutto insufficiente.

Secondo la commissione, ciò è dovuto a una combinazione di punti deboli del DATEC, dell’Ufficio federale dei trasporti (UFT) e del Controllo federale delle finanze. Dall’indagine emerge che il dipartimento e l’Amministrazione federale delle finanze (AFF) erano informati almeno dal 2011 del conflitto di interessi di AutoPostale in merito alla realizzazione degli utili. In generale gli attori hanno agito in maniera troppo passiva e con assoluta mancanza di senso critico.

Ciò è, secondo la CdG, incomprensibile: la commissione critica con veemenza il fatto che all’epoca non si sia agito. Le informazioni attualmente in suo possesso non confermano le affermazioni di alcuni media secondo cui il DATEC sarebbe stato informato già nel settembre 2011 delle pratiche contabili illegali di AutoPostale.

Punto centrale della questione è se l’allora consigliera federale Doris Leuthard fosse venuta in quell’occasione a conoscenza dei fatti. «Nulla punta in quella direzione», ha affermato Claude Hêche (PS/JU), presidente della Sottocommissione DFI/DATEC. Vi sono rapporti verbali che testimoniano quanto avvenuto l’8 settembre 2011 a Palazzo federale.

Quel giorno vi sono state due riunioni successive riguardanti la Posta: la ministra dei trasporti ha partecipato alla prima (8.15-9.00), poi ha abbandonato la sala. Solo nella riunione successiva (9.00-10.45) si è parlato della questione di AutoPostale. In ogni caso, ha aggiunto Hêche, la CdG esaminerà questo punto con maggiore accuratezza. In particolare bisognerà attendere la conclusione dell’inchiesta penale portata avanti da fedpol: difficile dire quando essa si concluderà.

A parte queste constatazioni, la Commissione non ha individuato «altre lacune gravi o violazioni della legge». Gli attori interessati hanno nel complesso reagito in modo adeguato dopo che il caso è venuto alla luce (2018-2019). Governo, DATEC e amministrazione si sono mostrati piuttosto difensivi rispetto a un intervento federale nei confronti della Posta e hanno in larga misura fatto affidamento sull’azienda stessa.

Il Consiglio federale ha reagito adottando alcune misure, ma ciò non basta: la commissione ha formulato quindici raccomandazioni, sei postulati e una mozione alla sua attenzione. Esige prima di tutto un bilancio globale della vicenda sotto forma di rapporto e un’indagine esterna in merito alla supervisione dell’UFT sulla contabilità di AutoPostale tra il 2007 e il 2015 (una volta concluso il procedimento penale amministrativo). Poiché le manipolazioni contabili risalgono probabilmente al 1999, si dovranno studiare anche i fatti anteriori al 2007 che hanno portato al sistema dei trasferimenti contabili illegali.

Gli obiettivi strategici della Posta dovrebbero essere adattati al più presto, per esonerare AutoPostale dall’obbligo di realizzare un rendimento in linea con il settore o per precisare che si prevede un rendimento vicino allo zero nel settore sovvenzionato.

Ma anche la cosiddetta «alta vigilanza parlamentare» deve essere rafforzata. Il DATEC e l’UFT hanno migliorato la sorveglianza sulle aziende di traffico regionale viaggiatori. Occorre tuttavia chiarire le interazioni e la ripartizione dei ruoli tra l’UFT e le autorità cantonali. Il Consiglio federale dovrà valutare se le disposizioni legali concernenti l’impiego degli utili nel settore debbano essere riviste.

Il Governo è anche invitato a rafforzare la vigilanza sulle imprese vicine alla Confederazione. In generale, le autorità dovrebbero essere più attive nella gestione strategica e nella supervisione. La commissione chiede maggiori risorse e l’istituzione di una delegazione di vigilanza permanente sulle aziende parastatali.

Una delegazione permanente del Consiglio federale deve inoltre dedicarsi alle aziende vicine alla Confederazione, in modo da poter individuare le divergenze in materia di obiettivi.

Il governo è invitato a prendere posizione entro il 26 febbraio 2020.

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