Votazioni

«Legge sulla trasparenza» approvata a Svitto

La norma obbliga i partiti a pubblicare le somme ricevute per finanziare le campagne elettorali e in caso di votazioni

«Legge sulla trasparenza» approvata a Svitto
(Foto archivio CdT)

«Legge sulla trasparenza» approvata a Svitto

(Foto archivio CdT)

SVITTO - Gli svittesi hanno approvato oggi a sorpresa la nuova «legge sulla trasparenza» in fatto di finanziamento dei partiti, che mette pure fine alla possibilità di lanciare «candidature selvagge». Non è tuttavia esclusa una sequela giudiziaria. La nuova legge, approvata con una maggioranza del 54,43% (partecipazione: 43,8%), è stata elaborata in seguito all’approvazione di misura, un anno fa, di un’iniziativa popolare della Gioventù socialista. Svitto dovrebbe così seguire l’esempio di Ticino, Ginevra e Neuchâtel, ma la legge sottoposta alle urne ha scontentato molti, a cominciare dagli autori dell’iniziativa, che stanno meditando la possibilità di un ricorso al Tribunale federale. I Giovani socialisti si sono opposti al testo proposto dal governo ritenendo che non rispetti le esigenze della loro iniziativa, superando molte loro «linee rosse». La legge obbliga i partiti a pubblicare le somme ricevute per finanziare le campagne elettorali e in caso di votazioni (a partire da 1000 franchi per le donazioni di privati e da 5000 franchi per le persone giuridiche). I candidati a una carica pubblica sono inoltre tenuti a dichiarare i loro legami d’interesse. Per i contrari, la legge prevede troppe scappatoie: non esiste ad esempio l’obbligo di dichiarare le donazioni ricevute in anni privi di campagne politiche. Inoltre, gli obblighi imposti ai candidati non valgono per le elezioni al Consiglio nazionale, per le quali vigono norme federali. Ne consegue che i candidati alla camera del popolo a Berna non dovranno dichiarare i propri interessi, mentre dovranno farlo quelli al Consiglio degli Stati, la cui elezione si tiene lo stesso giorno. Altro punto controverso: la legge mette fine alle candidature «selvagge», perché introduce l’obbligo di depositare le liste dei candidati anche per le elezioni con il sistema maggioritario che attualmente non prevedono tale obbligo.

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