“L'energia nucleare appartiene al passato”

Intervista alla presidente della Confederazione Doris Leuthard,che difende la legge in votazione il 21 maggio sulla strategia energetica

“L'energia nucleare appartiene al passato”
Doris Leuthard.

“L'energia nucleare appartiene al passato”

Doris Leuthard.

BERNA - Nel marzo 2011 il disastro nucleare di Fukushima, in Giappone. Due mesi dopo il Consiglio federale decide che la Svizzera rinuncerà a costruire nuove centrali atomiche. Governo e Parlamento elaborano quindi la «Strategia energetica 2050» con tre obiettivi: abbandono dell'atomo, aumento della produzione da fonti rinnovabili, riduzione del consumo energetico. La prima tappa, la nuova legge sull'energia che prevede misure fino al 2035, andrà alle urne il 21 maggio.Signora Presidente, la legge sull'energia in votazione il 21 maggio significa davvero la fine del nucleare in Svizzera?

«Sì. La legge vieta la costruzione di nuove centrali nucleari. L'energia atomica appartiene al passato, non al futuro. I costi per gli impianti nucleari sono nettamente aumentati, per cui in Svizzera non c'è più nessuno che vuole costruirne. Il Consiglio federale mantiene però la porta aperta alla ricerca: potrebbero manifestarsi nuove tecnologie interessanti, un'eventualità che comunque escluderei per i prossimi trent'anni».

La Svizzera ha usato l'energia nucleare per decenni. Non è stata presa un po' di fretta la decisione di vietarla, dopo l'incidente avvenuto a Fukushima nel 2011?

«No. In Svizzera abbiamo alternative che vogliamo sfruttare. Continueremo a usare le centrali nucleari esistenti: Mühleberg verrà spenta nel 2019, ma Gösgen e Leibstadt resteranno attive ancora per un ventennio. Saranno utili soprattutto in inverno, quando il fabbisogno di elettricità è elevato, nell'attesa che la produzione da fonti rinnovabili sia sufficientemente alta e che si trovi una soluzione per immagazzinare l'energia prodotta in estate. L'abbandono progressivo del nucleare ci dà il tempo necessario».

L'intervista completa alla consigliera federale in edicola.

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