Nessun giro di vita per la legge sul CO2

Camera alta

Gli Stati hanno prorogato la scadenza delle agevolazioni fiscali per il gas e biocarbuanti al 2023, ma nessun inasprimento della norma

Nessun giro di vita per la legge sul CO2
©CdT/Archivio

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l Consiglio degli Stati ha deciso oggi di prorogare la scadenza delle agevolazioni fiscali per il gas naturale, il gas liquido e i biocarburanti nonché degli strumenti dell’attuale legge sul CO2 fino al 2023. Nel corso del dibattito, contrariamente alla sua commissione, il plenum ha respinto altre misure volte a inasprire la legge sul CO2. Il dossier ritorna al Nazionale per le divergenze.

Per tali strumenti il limite temporale è fissato a fine 2020 e potrebbero presentarsi lacune se la revisione della legge sul CO2 non entrasse in vigore nel gennaio 2021 come previsto.

Tuttavia, rispetto alla decisione del Nazionale, gli Stati hanno proposto una proroga fino a fine 2023 e non soltanto fino a fine 2021. Questo orizzonte temporale più ampio darebbe infatti ai produttori svizzeri di biogas una maggiore sicurezza in materia di investimenti. Inoltre il Parlamento avrebbe sufficiente tempo per elaborare un modello di incentivi a lungo termine per carburanti rinnovabili.

Il plenum, in seguito, ha tuttavia respinto ogni rafforzamento degli attuali strumenti, adeguandosi a una minoranza di destra. Dal 2021 le emissioni sarebbero dovute diminuire annualmente del 3% rispetto al 1990, così da permettere alla Svizzera di conseguire entro il 2030 il suo obiettivo di dimezzarle conformemente all’Accordo di Parigi sul clima. La maggioranza ha mantenuto all’1,5% la diminuzione annua delle emissioni. Ciò vale anche per le emissioni delle automobili: invece del 3% a partire dal 2021 come proponeva la commissione, è stato mantenuto l’1,5%.

Secondo la commissione, gli importatori di carburanti fossili avrebbero inoltre dovuto compensare le loro emissioni in base a un’aliquota massima che aumentasse annualmente del 5%, riversando in parte tale compensazione sul prezzo del carburante con un aumento annuo ammissibile di un centesimo fino a un aumento complessivo massimo di 10 centesimi. Oltre a ciò, l’aliquota massima della tassa sul CO2 applicata ai combustibili avrebbe dovuto essere aumentata di 10 franchi per tonnellata.

Al voto, come detto, l’ha però spuntata una minoranza di destra, contraria all’inasprimento, ritenendo sufficiente una soluzione transitoria basata sul mantenimento degli attuali strumenti. A suo parere, modifiche simili dovrebbero poter essere discusse approfonditamente.

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