Niente chip obbligatorio per i gatti

Berna

Il Consiglio nazionale respinge una mozione contro i randagi: i felini non vanno registrati come avviene per i cani

 Niente chip obbligatorio per i gatti
©CdT/Chiara Zocchetti

Niente chip obbligatorio per i gatti

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I possessori di gatti non vanno obbligati a far registrare i rispettivi animali mediante l’impianto di un chip, come avviene per i cani. Per 97 voti a 88, il Consiglio nazionale ha respinto una mozione in tal senso volta a contrastare la proliferazione di gatti randagi.

La mozione della commissione della scienza, dell’educazione e della cultura auspicava l’obbligo di identificare elettronicamente tutti i gatti. I felini non identificati avrebbero potuto essere sterilizzati senza il consenso del proprietario. Inoltre, l’atto parlamentare prevedeva un sostegno federale alle organizzazioni per la protezione degli animali nelle campagne di sterilizzazione dei gatti domestici inselvatichiti.

Secondo la commissione, in Svizzera si contano oltre 100 mila gatti randagi che spesso patiscono per malattie e non di rado muoiono in preda a grandi sofferenze. L’attuale legge è lacunosa poiché non è possibile obbligare un proprietario a castrare il suo animale. L’identificazione elettronica consentirà invece di differenziare i gatti randagi (gatti inselvatichiti) da quelli che hanno un proprietario facendo facilitando in questo modo campagne di castrazione mirate. Le diverse associazioni per la protezione degli animali sono molto attive in questo ambito.

Grazie al chip, inoltre, i trovatelli potranno essere riconsegnati al legittimo proprietario. In caso di incidenti stradali sarebbe inoltre possibile identificare l’animale e il rispettivo padrone. La commissione fa notare che l’obbligo del chip è in vigore da anni per i cani.

Contro un simile obbligo, Diana Gutjahr (UDC/TG) ha fatto notare che si tratta di responsabilizzare maggiormente i proprietari di felini. I padroni devono già oggi fare il possibile per evitare una proliferazione incontrollata di questi animali. Una castrazione costa in media 175 franchi, una somma che moltiplicata per oltre 100 mila diventa insopportabile per la mano pubblica.

A nome del Consiglio federale, Alain Berset ha giudicato poco praticabile la mozione. A suo parere, una registrazione obbligatoria avrebbe un influsso limitato sulla proliferazione di questi felini. Quanto ai cani, il ministro socialista ha spiegato che l’introduzione del chip obbligatorio è stata decisa in seguito al dibattito sui canidi pericolosi. Per i gatti non sussiste un interesse pubblico così importante. Spetta ai veterinari sensibilizzare i proprietari sulle virtù della castrazione. Già ora poi i Cantoni possono ordinare la sterilizzazione di animali.

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